FENG SHUI
Il BIO che viene da lontano
Il Feng Shui (anticamente Kan Yu) è una forma pratica di geomanzia dalle antichissime origini Cinesi che pone l’uomo in relazione dinamica con le onde cosmiche del cielo e quelle telluriche della terra. Relazioni che variano con il tempo determinando condizioni di salute e prosperità sempre nuove e diverse. Letteralmente significa “Vento e Acqua” ed è lo studio delle tecniche che consentono di utilizzare al meglio il “Qi” (si legge “Ci”) della casa e quello della persona; in questo senso il Vento (Feng) disperde il “Qi”, l’Acqua (Shui) lo accumula. Nella pratica dobbiamo saper individuare il momento in cui ciò deve avvenire.
Per riuscirci veramente, prima di dedicarci allo studio dell’armonia dell’ambiente dobbiamo acquisire una diversa consapevolezza corporea, una attenta sensibilità alle cose che ci circondano tenendo conto sempre di far parte di un “unico” iniziale. Ognuno di noi deve tornare a farsi carico della propria salute, della vitalità che ha ricevuto al momento della nascita che costituisce un patrimonio di cui siamo responsabili per tutta la vita. Solo padroni di un nuovo benessere psicofisico, di una rinata gioia di vivere e della percezione concreta del nostro armonico stare, qui e ora, tra il cielo e la terra, possiamo volgere lo sguardo a ciò che ci circonda per comprendere meglio e più profondamente. Possiamo allora capire che la nostra casa, il nostro posto di lavoro sono dei veri e propri organismi viventi che si nutrono come noi di luce, di ombre, di musica, di profumi, di silenzi. Con la nostra casa stabiliamo relazioni significative che vanno a incidere prepotentemente sul nostro stato di salute.
L’armonia e l’equilibrio tra noi ed il contesto che ci circonda sono le condizioni necessarie per creare vero benessere. È per questo motivo che l’esperto di Feng Shui non può prescindere da una conoscenza anche corporea del “Qi” ed è generalmente anche praticante di discipline quali Qi Gong e Taiji Quan; non è sufficiente studiare sui libri, è necessario sentire, masticare, digerire, metabolizzare il “Qi” ogni giorno. Riconoscere cosa ci fa bene e cosa al contrario ci indebolisce, ci permette di fare le scelte opportune per il mantenimento di un sano e armonico equilibrio. Ma cos’è il “Qi”? Generalmente, in occidente, viene tradotto in maniera riduttiva come energia, in effetti possiamo intenderlo anche come il vapore, il gas, l’aria che respiriamo, il soffio della vita (il primo respiro), lo spirito, la vita che anima il corpo, gli umori corporei, le attitudini. Il “Qi” ha due nature: sheng o energia della crescita, positiva favorevole; sha o energia finale, della morte, sfavorevole.

Entrambe esistono in natura, un buon esercizio che tutti possono fare è quello di ricercare l’energia sha per poterla individuare ed eliminare. “Sha Qi” la possiamo trovare in: oggetti rotti; angoli spigolosi; oggetti inutili che occupano spazio e che pesano; oggetti che ingombrano il passaggio ostruendo la circolazione del “Qi”; sporcizia in generale; oggetti con tematiche negative in rapporto all’essere della persona (ad esempio un dipinto con scene di caccia nella casa di un vegetariano); piante morte, specie le composizioni floreali secche; fessurazioni della terra e corsi d’acqua sotterranei; cavi elettrici, telefonici, tv, tralicci dell’alta tensione; luoghi che hanno vissuto sofferenza; la pianta della casa troppo articolata e complessa; una casa costruita tra edifici molto più grandi. L’energia “Sha” è da considerarsi come l’aspetto negativo del “Qi”. Ha subito una trasformazione che lo ha reso sfavorevole. Se il “Qi” non riesce a circolare come dovrebbe, se non riesce a muoversi e diventa stagnante, si trasforma in “Sha Qi”. Ma ciò avviene anche se si muove troppo rapidamente. Immaginiamo di essere in pieno oceano a bordo di una barca a vela; se ci troviamo in totale assenza di vento, di energia, non riusciamo ad andare da nessuna parte e rischiamo la nostra stessa vita perché non riusciamo a raggiungere la meta, l’obbiettivo. L’assenza di vento è energia “Sha”. Allo stesso tempo pensiamo ora di essere avvolti da un vento impetuoso che increspa le acque, che ci strappa le vele e ci impedisce di seguire qualsiasi rotta o addirittura che ci fa inabissare. Il troppo vento è energia “Sha”. Evitare la formazione di “Sha Qi” ed evitare di subirlo è molto importante. Identificare l’energia “Sha” ci consente di eliminarla e di riattivare la circolazione del “Qi” in modo corretto, di trasformarla di fatto in energia “Sheng”.
La linea di confine dei due stadi, come abbiamo visto, non ha nulla a che vedere con estetica e gusto ma bensì con l’emozione. Una seria analisi Feng Shui inizia sempre con il determinare, all’interno e all’esterno della casa, il livello e i percorsi di flusso del “Qi” dal quale risulteranno eventuali barriere da eliminare. Si effettua un sopralluogo durante il quale si rilevano le caratteristiche del fabbricato e del paesaggio circostante, si raccolgono i principali dati relativi all’edificio e alle persone che vi abitano. Tutto viene classificato per elemento, ne riconosciamo 5: Legno, Fuoco, Terra, Metallo e Acqua. Ad ognuno di questi elementi appartengono forme, materiali, colori. Tra questi elementi si intrecciano relazioni che possono essere di nutrimento, indebolimento e controllo. La nostra casa appartiene a un elemento e ciò deriva dal suo anno di costruzione, o meglio, dal momento in cui abbiamo posato il tetto.
Noi apparteniamo ad un elemento che sapremo determinare in base al nostro anno di nascita. Da qui potremo stabilire subito che tipo di relazione abbiamo con la nostra casa o il nostro posto di lavoro, oppure quali sono le nostre direzioni favorevoli e quali no. Capire questa dinamica ci comincerà a calare nella fase della riflessione e dell’accettazione del continuo e costante cambiamento delle cose. Dobbiamo in ogni caso fare uso del buon senso, cercando di sfuggire dalle false illusioni che accompagnano sovente il Feng Shui. Non fidiamoci troppo dell’intuito e non pensiamo che esistano case buone e case cattive. Il Feng Shui non procura ricchezza e celebrità così come non può essere causa di malattie. È solo un modo diverso di vedere la realtà, o meglio, è vedere la realtà da un’angolazione diversa. Non ci si può interessare della casa senza preoccuparci dell’uomo.
Possiamo comprendere che esiste un cambiamento perenne; le cose, le persone, non sono mai uguali. L’obiettivo è quello di ritrovare l’equilibrio sapendo che siamo in continua trasformazione.
Perseguiremo questo obbiettivo perché vogliamo star bene. Lo faremo attraverso scelte semplici e abitudini sane. Avremo una particolare cura e attenzione per il nostro corpo attraverso attività fisiche di riequilibrio anche interiore e ad una sana alimentazione che non si spinga verso esasperazioni e costrizioni innaturali. Avremo anche attenzione per la nostra casa, per l’ambiente che la circonda; useremo materiali naturali e salubri, energie rinnovabili che rispettino appieno l’eco-sistema che ci avvolge ed ospita. Solo così la nostra casa potrà tornare a sorridere e noi a gioire con essa.
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Francesco Rossena nato a Varese il 20 maggio 1955 dopo aver conseguito il diploma di maturità artistica presso il Liceo Artistico di Brera, nel 1978 si laurea in Architettura presso il Politecnico di Milano. Svolge l’attività professionale a Lissone e Milano.
Ha conseguito l’abilitazione alla pratica dello Xuan Gong Feng Shui da Marie-Pierre Dillenseger.
Coniugando i linguaggi comuni del Feng Shui del Qi Gong e del Tai Chi Chuan ha creato un proprio personale percorso di ricerca alla riscoperta di nuove sensibilità nella percezione del proprio corpo e del luogo dove abitiamo e lavoriamo.
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