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IL III POLMONE VERDE DEL MONDO
La foresta dell’Ivindo

Il III polmone verde del mondoCos’è e quando è nata Trust the Forest?

Oggi rimane meno dell’8% delle foreste primarie presenti 50 anni fa nel mondo e la distruzione continua ad un ritmo stimato tra i 10 e i 16 milioni di ettari all’anno, un campo da calcio ogni due secondi. La Fondazione Trust the Forest Onlus è nata nel 2001 per contribuire alla sfida di salvare dalla distruzione il più possibile di questo rimanente 8%. Stiamo lavorando nel bacino del fiume Congo, in Gabon, l’ultimo polmone di foresta tropicale rimasto con la foresta amazzonica e quella più piccola indonesiana. Abbiamo in affido, con la fondazione gabonese Figet, per 25 anni dal Governo del Gabon 120 km2 di foresta vergine che siamo riusciti a sottrarre al taglio nel 2001, dopo alcuni anni di trattative, e che nel 2002 sono stati ampliati, con l’intervento di diverse organizzazioni internazionali e gabonesi, a creare il Parco Nazionale dell’Ivindo, di 3000 km2. Si tratta di una foresta di grande valore biologico e paesaggistico, attraversata dal fiume Ivindo che crea le cascate Kongou, le più belle cascate dell’Africa Centrale, abitata da popolazioni di elefanti, gorilla e scimpanzè. Dopo avere salvato la foresta dal taglio abbiamo incominciato a valorizzarla in collaborazione con le comunità che vivono ai suoi margini - la foresta è priva di insediamenti umani. Abbiamo costruito una scuola elementare per i villaggi che partecipano al progetto e un campo turistico immerso nella foresta presso le cascate Kongou. L’ambiente viene preservato con e a beneficio delle popolazioni locali.Un douka (Tieghemella africana) plurisecolare.

Cosa possono fare i nostri lettori e i cittadini del mondo per sostenere la foresta dell’Ivindo e quindi assicurarsi un futuro?

Sono pienamente d’accordo sul fatto che salvare le ultime foreste vergini significa contribuire ad assicurare il nostro futuro. Le foreste tropicali ospitano il 90% delle forme di vita del pianeta pur coprendo solo il 6% della sua superficie. Sono i polmoni verdi della terra; controllano il clima e l’anidride carbonica. Le foreste tropicali primarie sono foreste pluricentenarie, con alberi giganteschi. Come contribuire alla loro salvezza? Possiamo innanzitutto nei nostri consumi fare scelte attente all’ambiente. Il legno è il materiale edile ecologico per eccellenza, ma l’uso massiccio di legno tropicale, come per i parquet di Iroko e Wengé oggi purtroppo ancora molto di moda, è la causa maggiore della distruzione delle ultime foreste primarie. Il sistema di certificazione FSC consente oggi al consumatore di riconoscere i prodotti fabbricati con materie prime che provengono da foreste gestite in modo corretto dal punto di vista ambientale e sociale (www.fsc-italia.it). Più nello specifico, si può contribuire al salvataggio della foresta dell’Ivindo visitando il Gabon e le cascate Kongou, promuovendo un’alternativa di eco-turismo al taglio delle foreste. (Di questo argomento parleremo nel prossimo numero).

Cosa possono fare le aziende?

Il sistema più tradizionale per la raccolta di risorse finanziarie è quello rivolto ad enti e istituzioni pubbliche e private. Vorremmo coinvolgere direttamente anche il mondo industriale, per contribuire a conciliare la conservazione dell’ambiente e le logiche economiche, troppo spesso considerate in un inevitabile conflitto. Conflitto che invece può essere trasformato in straordinarie alleanze, in grado di offrire grandi opportunità strategiche alle imprese più attente alla questione ecologica e ai suoi effetti sui mercati economici. Fra le realtà che hanno aderito all’iniziativa di Trust the Forest: Gruppo Cordenons SpA, SDA Bocconi, Esselunga, Mercatone Uno, Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, i Comuni di San Giorgio di Piano (Bo) e di Argelato (Bo), i tour operator KEL12 Dune e Tucano Viaggi Ricerca, la Bianimale Foundation e molte altre che ci hanno aiutato con sostegni tecnici quali FullSix SpA, Hewlett-Packard Italiana e TBWA/Italia. Benché il nostro lavoro sia completamente volontario, per salvare le ultime foreste sono necessarie anche risorse finanziarie. E approfittiamo di questo incontro con BEG Magazine per lanciare un invito a nuove aziende ed enti ad unirsi al progetto.
La scuola di Loa-Loa costruita da Trust the Forest.

Quali sfide e programmi futuri?

Il lavoro deve proseguire per fare vivere il Parco creato nel 2002 a beneficio delle comunità locali e dell’intero Paese. Solo così potremo salvare la foresta nel lungo termine. Ma da un mese si è aperto un nuovo fronte sul quale chiediamo una grande partecipazione. Il 14 settembre 2007 il governo ha annunciato di volere costruire con un consorzio di aziende cinesi una diga alle cascate Kongou. La diga dovrebbe servire a creare energia idroelettrica per sfruttare dei giacimenti di ferro nel nord del paese. La costruzione della diga comporterebbe la distruzione di centinaia di chilometri quadrati di foresta e delle stesse cascate. Siamo appena tornati dal Gabon dove si è creato un fronte di organizzazioni ambientali per salvare le più belle cascate dell’Africa centrale. Il confronto con il governo e il consorzio alle quali chiediamo di utilizzare altre cascate poco più a valle fuori dal Parco dell’Ivindo, invece di quelle della Kongou, è serrato. Questo è il primo annuncio della nuova minaccia alla stampa italiana e speriamo nel prossimo numero di darvi notizie più positive.

INVITIAMO I MEDIA ITALIANI E STRANIERI
a partecipare a questa battaglia.
Fon­dazione Trust the Forest Onlus, Via De Amicis, 48 20123 Milano;
Tel 02-503-18046; www.ivindo.org
www.trusttheforest.org
.
Per eventuali donazioni a Trust the Forest:
bonifico bancario CC n° 46927117
intestato a Fondazione Trust the Forest Onlus,
Via De Amicis, 48 - 20123 Milano, presso Poste Italiane
Filiale Milano 1 - ABI 07601 - CAB 01600.


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scritto da Gustavo Gandini  •  il 13 Dic, 2007  •  Categoria: Articoli, In evidenza

Gustavo Gandini è professore presso la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Milano. Svolge ricerche nel campo della genetica della conservazione applicata alle popolazioni animali di interesse zootecnico. Nel campo della conservazione della natura e della gestione degli animali selvatici ha lavorato in Senegal, Sud Africa e Gabon. Dal 1995 lavora per la salvaguardia delle foreste tropicali del Gabon. È cofondatore della Fondazione Trust the Forest Onlus, Milano, e della Fondation International Gabon Eco-Tourisme - FIGET, Gabon.
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Un Commento »

  1. Interessante !
    bel progetto! continuate così!

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