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LA TORRE ROTANTE
un grattacielo ambientalista

Torre rotanteCambia la filosofia stessa dell’abitare: non saremo più costretti a subire l’ambiente costruito, ma a viverlo da protagonisti.

Prepariamoci a vedere gli scenari urbani trasformarsi più rapidamente di quanto non immaginiamo: l’ar­chitet­tura cambierà, le forme non più statiche, muteranno come gli esseri viventi, dando alle città un nuovo movimento, scandito dal tempo e dalle richieste dei residenti. Primo centro del cambiamento Dubai, capitale in fermento per il mercato immobiliare, all’avanguardia nel design e nell’architettura. Lì troverà luogo un innovativo grattacielo, in grado di mutare forma in continuazione e generare energia, grazie al vento e al sole. A seguire, sorgeranno costruzioni similari in altre 11 capitali economiche nel mondo.

Un progetto firmato dall’architetto fiorentino David Fisher, che ancor prima del suo lancio ha suscitato grande interesse tanto da essere considerato un “generatore” di tendenze nell’architettura.

Sfidando l’edilizia tradizionale, la Rotating Tower diverrà la concreta rappresentazione di una nuova filosofia urbanistica già battezzata con il nome di “Architettura Dinamica”. Una nuova tipologia costruttiva che modifica la propria forma grazie a piani rotanti a seconda delle esigenze dei suoi “abitanti”. Oltre alla capacità di cambiare forma grazie all’innovativo sistema di costruzione, la torre rappresenta una novità assoluta anche per un’altra ragione fondamentale: la capacità di provvedere da sola al proprio fabbisogno energetico.

La produzione di energia pulita e la tecnologia innovativa che contraddistinguono questo edificio, simbolo di una rivoluzione nell’abitare contemporaneo, vedranno la loro realizzazione nel 2008.

La Rotating Tower vanta un contenuto di innovazione tecnologica che fino ad oggi non era nemmeno stato considerato: la componente rotante permette il movimento di ogni singolo piano che grazie alle turbine, produce energia. L’edificio genererà energia elettrica non solo per sé, ma potrà illuminare un intero quartiere. Verranno montate 48 turbine tra un piano e l’altro della Torre e sui tetti dei singoli piani verranno installate le celle fotovoltaiche. Così, il grattacielo oltre a essere completamente autosufficiente a livello energetico, senza produrre alcun tipo di inquinamento, sarà in grado di cedere il surplus di energia prodotto. La Torre ospiterà 200 appartamenti: 4 turbine saranno quindi dedicate al consumo interno, mentre le altre 44 potranno fornire energia al resto del quartiere. Perché le turbine inizino a girare e quindi a produrre energia, è sufficiente che il vento abbia una velocità di 10 km/h (a Dubai la velocità media raggiunta dal vento è di 16 km/h ).

Schema TorreGenerare tanta energia elettrica senza intervenire sull’estetica della struttura è certamente un risultato unico sul mercato attuale.

Un risultato che trae origine dalla possibilità di sfruttare le più innovative tecnologie nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale, in grado di mettere a frutto l’energia del vento senza le controindicazioni ambientali ed economiche delle turbine tradizionali ad asse orizzontale (i classici mulini a vento). Le turbine orizzontali della Torre Rotante sono inserite semplicemente tra i piani (a partire dal decimo piano), risultano praticamente invisibili, non richiedono fondazioni proprie, esigono interventi di manutenzione molto semplici (un ascensore le può servire facilmente tutte), ma soprattutto sono a distanza “zero” dall’utilizzatore, creando quindi energia “verde” da ogni punto di vista. Per evitare che il vento blocchi le pale al “rientro” dal giro, è stato brevettato un guscio di protezione di circa un terzo della circonferenza delle pale stesse, che, controllato da un computer, gira in modo autonomo a chiudere l’area soggetta al vento contrario al senso di rotazione delle pale. Un complesso e avveniristico sistema di insonorizzazione impedisce che, anche nelle peggiori situazioni di vento, gli occupanti degli edifici possano in alcun modo risentire di rumori o vibrazioni prodotti dagli elementi mobili della turbina. Anche le pale, in fibra di carbonio e dalla forma “morbida”, sono state progettate proprio per garantire il miglior rendimento riducendone, al contempo, la rumorosità. I 48 piani tra i quali sono montate le turbine rappresentano infine altrettanti tetti da sfruttare. Ecco, allora, che su ciascuno verranno montate delle celle fotovoltaiche in grado di trasformare l’energia solare in altra energia elettrica.

Un’altra novità che caratterizza la Rotating Tower è il suo uso dinamico dello spazio, che si adatta alla natura ma anche alle nostre esigenze e, perché no, ai nostri capricci.

Grazie ad un meccanismo che consente a ogni piano di ruotare in modo autonomo, in ogni momento sarà possibile scegliere il panorama che vogliamo vedere dalla nostra finestra, decidere come sfruttare la luce del giorno o lasciare che sia una lenta rotazione a farci godere della natura circostante. La forma e il profilo esterni della Torre potranno così mutare costantemente, dando vita a un nuovo modo di concepire l’architettura: non più fissa e immutabile, bensì dinamica.


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scritto da Elisabetta Kluzer  •  il 13 Dic, 2007  •  Categoria: Articoli

Elisabetta Kluzer , è nata e vive a Milano. Nel 2000 si laurea a pieni voti presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con una tesi sulla comunicazione visiva nei musei di arte contemporanea. Lavora dal 2000 nel campo della comunicazione istituzionale e di prodotto prima all’Istituto Europeo di Design, poi in Fondazione Fiera Milano e successivamente per il Gruppo Editoriale Mauri-Spagnol. Dal gennaio 2007 progetta siti e portali in Engitel SpA dove è Account Manager. Giornalista dal 2003, collabora con numerose riviste di Architettura, Design, Arte Contemporanea, Comunicazione Visiva. Lo spirito creativo e l'attenzione al dettaglio, la rendono curiosa verso la novità. Il gusto estetico e la conoscenza del design la portano ad amare qualsiasi forma espressiva che coinvolga contenuti, immagini, emozioni. Un'innata predisposizione alle relazioni interpersonali e al lavoro di squadra la portano a costruire progetti collaborativi tra cui questa nostra iniziativa BEG Magazine.
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