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PAV
il parco di Arte Vivente a Torino

MappaDoveva essere una semplice area verde cittadina…
è diventata un progetto unico al mondo e un nuovo modello museale

Con l’apertura della 14esima edizione di Artissima, all’insegna del connubio arte/natura nasce a Torino in zona Lingotto il PAV, Parco Arte Vivente, un’area verde aperta al pubblico di 23.000 mq. Si tratta di una ex zona industriale in trasformazione già destinata a parco ricreativo attrezzato. La si vuole far diventare un nuovo museo interattivo per il dialogo fra Biotecnologie, Arte Contemporanea, Ecologia e un luogo di incontro fra pubblico, artisti, biologi ed ecologisti. Non quindi un semplice parco di sculture o un giardino d’arte contemporanea, ma un centro per l’arte con una struttura espositiva/esperienziale realizzata attraverso criteri di bio-architettura che relaziona lo spazio aperto con installazioni e progetti artistici. L’idea è dell’artista Piero Gilardi, alla guida dell’associazione culturale PAV, supportato da un comitato scientifico. L’architetto del paesaggio Gianluca Cosmacini, Alessandro Fassi esperto di bio-architettura, l’architetto d’interni Massimo Venegoni e molti altri professionisti si sono impegnati fin dal 2002 alla realizzazione dei primi disegni, alla creazione dei contatti, fino allo sviluppo e all’organizzazione della gestione del progetto. Il concept del PAV si riassume nella definizione di “Museo interattivo nella natura”. L’impianto urbanistico riflette i più avanzati criteri dell’architettura bio-compatibile e dell’architettura del paesaggio. Bottiglie pavLa sua linea di programmazione si ispira agli assunti teorici dell’arte relazionale e propone quindi al pubblico sperimentazioni estetiche esperienziali e partecipative, sia attraverso un articolato programma di corsi, stages e workshop, sia per la natura intrinsecamente interattiva dei percorsi espositivi nel verde e al coperto. “Un parco d’ecologia ambientale, sociale e mentale - come piace definirlo al giovane Direttore Artistico, Nicolas Bourriaud – che oltre a offrire spazi espositivi e attività di laboratorio nel verde, vorrà coinvolgere gli artisti e gli utenti/fruitori in un nuovo modello di relazione per affrontare le tematiche ambientali e/o sociali contemporanee”. Il programma del PAV si fonda su una piattaforma teorica elaborata attraverso un dibattito pubblico su tutte le tendenze artistiche contemporanee italiane e internazionali attinenti il rapporto arte/natura: dalla Land Art degli anni ’80 e ’90, all’Arte Ecologica fino all’odierna Bio Arte. L’attività istituzionale prevede, accanto alla crescita graduale di un percorso di grandi installazioni artistiche permanenti, del quale l’opera “Trèfle” di Dominique Gonzalez Foerster rappresenta l’inizio, un susseguirsi di eventi cadenzati sul ritmo delle stagioni: mostre monografiche nell’edificio Bioma in inverno e rassegne “en plein air” nei mesi estivi. Le attività della Sezione Ricerche Creative coinvolgono persone di tutte le età, gruppi scolastici ed associativi in stages e corsi di espressione artistici, anche fuori dall’istituzione, sul territorio dell’intera città di Torino. Il PAV darà vita a esposizioni temporanee di artisti internazionali che verranno invitati in base al loro progetto di ricerca nei settori dell’ecologia, della biologia e del sociale, in pratica nell’ambito del “vivente”. Il PAV inoltre darà vita a due progetti annuali “permanenti”:

Pav 3 “Non tanto costruzioni, la cui influenza sarebbe troppo importante sul terreno - spiega Bourriaud - quanto una sorta di ‘accampamenti’, con materiali naturali o riciclabili, o costruzioni destinate a una dissoluzione progressiva. ” Attualmente è aperto ed attivo il primo settore di questa nuova istituzione e in occasione di Artissima accanto all’area Vip Lunge e sul lato opposto, hanno trovato spazio “La tomba del pollo a quattro cosce” di Michel Blazy, l’installazione di Jun Takita.
Le opere di Ennio Bertrand e Caret to/Spagna saranno invece a disposizione nella sede temporanea del PAV, a dieci minuti dall’area in cui fervono i lavori per l’apertura definitiva prevista per l’estate 2008, e in cui Francesco Mariotti ha recentemente completato il suo progetto “Enclave” legato alle lucciole (i luminosi insetti Lampyris Noctiluca). “Sono lavori emblematici rispetto al lavoro che vogliamo fare attraverso il PAV” dichiara Nicolas Bourriaud illustrandone il programma. “Non vogliamo limitare la programmazione all’utilizzo di elementi viventi o naturali, concepiamo piuttosto il PAV come il punto di aggregazione di energie artistiche che mirano a trasformare la società, a generare incontri, a riflettere sull’ambiente e il nostro modo di entrare in relazione con esso”.


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scritto da Elisabetta Kluzer  •  il 13 Dic, 2007  •  Categoria: Articoli

Elisabetta Kluzer , è nata e vive a Milano. Nel 2000 si laurea a pieni voti presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con una tesi sulla comunicazione visiva nei musei di arte contemporanea. Lavora dal 2000 nel campo della comunicazione istituzionale e di prodotto prima all’Istituto Europeo di Design, poi in Fondazione Fiera Milano e successivamente per il Gruppo Editoriale Mauri-Spagnol. Dal gennaio 2007 progetta siti e portali in Engitel SpA dove è Account Manager. Giornalista dal 2003, collabora con numerose riviste di Architettura, Design, Arte Contemporanea, Comunicazione Visiva. Lo spirito creativo e l'attenzione al dettaglio, la rendono curiosa verso la novità. Il gusto estetico e la conoscenza del design la portano ad amare qualsiasi forma espressiva che coinvolga contenuti, immagini, emozioni. Un'innata predisposizione alle relazioni interpersonali e al lavoro di squadra la portano a costruire progetti collaborativi tra cui questa nostra iniziativa BEG Magazine.
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