ECOMAGINATION
LA DIVISIONE AMBIENTE DEL COLOSSO AMERICANO GENERAL ELECTRIC
Chissà se Thomas Edison, l’uomo che per primo portò la luce elettrica nelle abitazioni degli Stati Uniti circa 130 anni fa, sarebbe soddisfatto nel vedere che lasocietà da lui fondata, la General Electric Company, ha oggi intrapreso la strada- ancora lunga per la verità - dell’eco-compatibilità. Probabilmente sì, dato che, nel corso della sua vita, il prolifico inventore americano (ben 1.093 i brevetti registrati a suo nome) fu costantemente più di un passo avanti rispetto ai suoi contemporanei. Magari Edison avrebbe addirittura anticipato la scelta di qualche anno. Magari avrebbe già scoperto la panacea di tutti i problemi energetici mondiali chiudendo la partita una volta per tutte. Può darsi.
Ciò che possiamo sapere, e nel dettaglio, è il programma di sostenibilità ambientale che la General Electric del XXI secolo ha deciso di lanciare, tre anni fa, e che ha raggiunto ora una dimensione di assoluto rilievo(anche economico). Si chiama Ecomagination e riguarda sia la produzione di energia pulita, sia la commercializzazione di prodotti eco-friendly. Ne abbiamo parlatocon Giuseppe Recchi, presidente di General Electric Italia e Sud-Est Europa.
CHE COS’È, NELLO SPECIFICO, ECOMAGINATION?
Ecomagination è molte cose insieme: è un’iniziativa di sensibilizzazione, è un investimento nel futuro, ed è un progetto di business concreto. La strategia segue trelinee-guida: primo, investire pesantemente in Ricerca e Sviluppo nel settore deiprodotti eco-sostenibili. Vogliamo arrivare a mettere sul tavolo 1,5 miliardi di dollariall’anno entro il 2010. Il secondo aspetto è la commercializzazione: l’obiettivoè quello di raggiungere i 20 miliardi di dollari di ricavi dalla vendita di prodotti Ecomagination entro il 2010. Siamo già a buon punto (nel 2006 i ricavi hanno raggiunto quota 12 miliardi di dollari, con un incremento-record del 100% rispetto al 2005): probabilmente centreremo l’obiettivo già l’anno prossimo. Il terzo aspetto è interno. Ci siamo detti: se vogliamo essere credibili sul mercato, dobbiamo dare l’esempio. Ed ecco che abbiamo deciso di ridurre le emissioni di gas serra attraversola riconversione di tutti i nostri impianti. Al momento abbiamo già ridotto le emissioni dell’1% rispetto al 2006.
NON MI DICA CHE SIETE DIVENTATI DEI CAMPIONI DI FILANTROPIA…
Non si tratta né di filantropia, né di un puro calcolo di immagine: con la riduzione delle emissioni abbiamo già risparmiato 70 milioni di dollari. L’obiettivo è raggiungere un risparmio energetico di 97 milioni per il 2008. È evidente che a beneficiarne siano anche gli azionisti di General Electric. Il nostro obiettivo primario è fare business, ci mancherebbe. Ma è un fatto ineludibile che, in questo preciso momento storico, si possa fare business con un occhio di riguardo all’ambiente. Anzi, le due cose sono strettamente collegate. Mi passi la battuta: il motto americano“green is green” (immediato gioco di parole riferito al colore dei dollari, ndr) non è mai stato così attuale.
QUANTI E CHE TIPO DI PRODOTTI ECOMAGINATION AVETE LANCIATO SUL MERCATO?
Siamo partiti con 17 nel 2005, oggi siamo a 45. Il target è raggiungere i 60 prodotti commercializzabili entro il 2010. General Electric (la seconda società al mondo per capitalizzazione di Borsa, ndr) fa molte cose: siamo tra i più importanti produttori di generatori eolici, ma il core della nostra produzione riguarda le infrastrutture. Si va dalle turbine, ai locomotori, ai motori per gli aerei, ai desalinizzatori, ai pannelli solari, al carbone.
SIETE VOI STESSI A STABILIRE CHE UN PRODOTTO È ECO-SOSTENIBILE?
No, la patente Ecomagination viene certificata da una società esterna a GeneralElectric. E i dati sono comunque facilmente verificabili. Faccio soltanto un esempio: se tutti i treni degli Stati Uniti utilizzassero i nostri locomotori, l’impattoambientale favorevole sarebbe equivalente a quello del ritiro dalla circolazione di45 milioni di automobili all’anno.
LEI È RESPONSABILE DI TUTTA L’AREA DEL SUD-EST EUROPA: TROVA CHE IN ITALIA SIA PIÙ DIFFICILE COMMERCIALIZZARE PRODOTTI ECO-SENSIBILI OPPURE NEL NOSTRO PAESE C’È UN CLIMA FAVOREVOLE IN QUESTO SENSO?
L’Italia è un ambiente molto favorevole all’eco-sostenibilità in questo periodo. Nel settore specifico ci stiamo muovendo bene: già oggi non è possibile costruire una centrale elettrica senza che ci sia una parte predisposta alla produzione di energiapulita. Il problema è quanto fabbisogno energetico questa quota sarà in grado di coprire, ma questo è tutt’altro discorso. Ciò che sta avvenendo di interessante, e qui mi riferisco a livello globale, è che le corporation hanno capito l’importanza, anche e soprattutto economica, del tema ambientale quasi prima degli Stati Uniti. Non è quindi stato necessario aspettarel’intervento del regolatore. Si è innestato una specie di circolo virtuoso autonomo rispetto alle decisioni della politica, che il mercato sta premiando. D’altra parte eraquasi scontato: l’ambiente è il tema per eccellenza di questi anni. Le sensibilità, soprattutto in Occidente, sono molto sviluppate, e il business ha seguito, e continuerà a farlo sempre di più, questo corso. Io sono convinto che siano proprio le grandi società, ancor più che la politica, a stabilire che da questa strada non si torna più indietro.
É PER QUESTO CHE AVETE INDETTO UN CONCORSO ECOMAGINATION?
Esattamente. Il concorso è la quarta gamba della strategia Ecomagination. Loabbiamo istituito in Italia, e sono orgoglioso di dire che si tratta della prima iniziativain questo senso di General Electric nel mondo. L’obiettivo è quello di promuoverele nuove idee.Di aiutare gli inventori e innovatori contemporanei a raggiungere una certà visibilità,per così dire, anche pratica. Sarebbe molto bello se il prodotto vincitore delconcorso Ecomagination riuscisse poi a vedere effettivamente luce sul mercato.Noi ci speriamo.
INSOMMA, STATE CERCANDO UN NUOVO THOMAS EDISON
Non potrebbe essere altrimenti…
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Giuseppe Recchi Presidente di GE in Italia e Sud Est Europa. In qualità di Presidente di General Electric per l’Italia e il Sud Est Europa – responsabilità affidatagli nell’agosto 2007 - Giuseppe Recchi rappresenta tutti i business del Gruppo nella gestione dei rapporti con i clienti, con le istituzioni e con tutti gli investitori. Il suo obiettivo è rafforzare la presenza del Gruppo nell’area, incrementandone le attività e favorendo nuove opportunità di business. Prima di rientrare in Italia Recchi, 43 anni, è nell’headquarter di GE di Londra, Direttore Generale dell’Industrial Business Development e M&A, la divisione dedicata alle acquisizioni e alle dismissioni strategiche del gruppo in Europa, Medio Oriente e Africa. In GE dal 1999, Recchi ricopre inizialmente diverse cariche in GE Capital a Stamford (USA) e a Londra. Nel 2001 è nominato Amministratore Unico di GE Capital SFG Italia, società attiva in Corporate e Project Financing, Private Equity e Capital Markets con un volume di investimenti di oltre 5 miliardi di dollari concentrati nei settori dell’energia, delle telecomunicazioni, dell’industria e dei trasporti. Recchi era arrivato in GE dalla Recchi General Contractor, Gruppo attivo in 25 Paesi nella costruzione di grandi opere pubbliche quali ponti, tunnel, ferrovie, dighe e centrali elettriche. Dal 1995 al 1999 è Presidente e AD della Recchi America Inc, leader negli Stati Uniti nella costruzione di ponti ad alta tecnologia. Nello stesso periodo è anche Amministratore Delegato della divisione esteri della Ferrocemento - Recchi SpA, società attiva con più di 80 filiali e joint ventures nel Nord e Sud America, Asia, Africa, Europa e Medio Oriente. Recchi aveva iniziato la sua carriera nel 1990 come ingegnere di cantiere della Tileman (UK), leader internazionale nella costruzione di ciminiere e di torri di raffreddamento per impianti di produzione di energia elettrica, di cui diventa nel 1994 Presidente e Amministratore Delegato. Recchi ha ricoperto diverse posizioni dirigenziali sia in Europa che negli USA: è stato Presidente della RT Construction (USA, società di sviluppo immobiliare), Consigliere della Carex (Italia, settore biomedicale), di Permasteelisa Spa (quotata alla Borsa di Milano) e membro dell’ Advisory Board del fondo di Private Equity “Invest Industrial” e della Camera di Commercio Americana in Italia. Attualmente è membro del consiglio di amministrazione di IFIL, dell’American Chamber of Commerce in Italy e della Giunta di Confindustria e membro dell’Advisory Board of Blackstone. Recchi, sposato con tre figli, è laureato in Ingegneria al Politecnico di Torino. Nel periodo 2004-2006 è stato Professore a contratto presso la facoltà di Economia dell’Università di Torino. |
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Alessandro Giberti
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Sarebbe bello se tutti i “GRANDI” investissero nelle fonti alternative…
Saluti
Giovanni
CI FU UN UOMO, THOMAS EDISON CHE PER 14 ANNI FECE UN ESPERIMENTO NEL SUO LABORATORIO……
NE HO CONOSCIUTO UN ALTRO CHE HA UTILIZZATO IL PIANETA COME LABORATORIO……SONO POCHI A CONOSCERLO (FORSE E’ MEGLIO)