Programma Industria 2015
i PROTAGONISTI dell’INNOVAZIONE
Se dici Sex and the City dici New York.
Se dici Sin City dici Basin City. E se dici Led City?
L’unica città al mondo illuminata da lampioni che emettono una luce candida ed (ecologicamente) verde?
Un indizio: non è in Canada o negli Stati Uniti.
Neppure in Svezia. emmeno in Germania.
Si trova in Italia.
In Campania.
È un paese di 1.232 anime e 664 case in provincia di Salerno: Torraca. Che, grazie a una piccola azienda guidata da un tenace presidente, per l’illuminazione pubblica impiega solo lampade Led, formate da dìodi: componenti elettronici a emissione luminosa. Un risparmio energetico superiore al 60 per cento rispetto ai sistemi di illuminazione tradizionale.
Senza contare l’abbattimento dei costi per la manutenzione (una lampadina Led dura dieci anni) e il radicale calo dell’inquinamento luminoso.
Il progetto, costato 280 mila euro ammortizzabili in meno di cinque anni, è stato realizzato da Elettronica Gelbison, un’impresa che si è imposta all’attenzione internazionale e spera di essere premiata anche dal Programma Industria 2015, l’ambizioso piano di investimenti avviato dall’ex ministro dello Sviluppo Pierluigi Bersani. Il presidente di Gelbison, Filadelfio Cammarano, è un neo cinquantenne campano dalla verace mentalità anglosassone e una dichiarata allergia per la burocrazia italiana. Ha cominciato a odiarla quando sommerso da timbri e scartoffie trascorreva le sue giornate avvolto da una rete di inefficienza e inconcludente lentezza nell’ufficio tecnico del Comune di Ceraso, un paese del Cilento incassato nell’omonimo Parco naturale, a metà strada tra il capoluogo Vallo della Lucania e Ascea, culla dell’antica Scuola filosofica eleatica. Per Cammarano l’avventura è cominciata nel 1996, quando ha raggranellato le poche lire d’incentivo pubblico della legge 44 per la promozione dell’imprenditorialità giovanile. Ma è stata una partenza in salita: sia il progetto delle tastiere a membrana per i sistemi tocca-schermo sia quello delle resistenze su film a basso voltaggio per non far appannare i vetri delle auto si sono infranti contro l’onda della concorrenza cinese. Poi però il vento è cambiato. “Con quell’esperienza – racconta Cammarano a Beg Magazine – mi presentai sfacciatamente alla Fiat di Pomigliano e Melfi per strappare una subfornitura di prodotti che prima fabbricava il colosso Johnson Controls. Accettarono, e dopo sei mesi si accorsero che il nostro sistema funzionava meglio di quello degli americani”. Dopo arrivarono le luci da galleria, i brevetti sui Led, Torraca Led City del Cilento e l’incoronazione dell’Economist, bibbia dell’informazione economica mondiale. Cammarano, però, non si adagia sugli allori.
Anzi, è furente: “Ma com’è ‘sta storia?
L’Economist ci tesse le lodi, stiamo negoziando contratti per l’illuminazione pubblica ad Abu Dhabi negli Emirati, in Ucraina e nella capitale del Burundi Bujumbura e i ministeri italiani ci bocciano i progetti?” Il patron è deluso per due proposte respinte dallo Stato. Una per i passaporti elettronici, presentata al Ministero dell’Industria nel marzo 2006:
“La tecnologia utilizzata è quella RFID, di Identificazione a radio frequenza, e non ha applicazioni solo per i passaporti. Nel prossimo futuro agevolerà la logistica mondiale in genere:
porti, aeroporti, supermercati, industrie. Insomma, dove è necessario monitorare in tempo reale tutti i movimenti di un oggetto”. L’altra proposta è stata accantonata dal ministero dell’Università e della Ricerca: “Proponevamo l’illuminazione delle gallerie italiane con un risparmio del 50-60 per cento”, sospira. Prima di fare le valigie e trasferirsi all’estero, però, vuole concedere all’Italia un’ultima chance:
“Mo’ vediamo che fanno con il programma industria 2015. Noi proponiamo la conversione completa a Led di tutta l’illuminazione pubblica italiana. Un risparmio annuo pari alla quantità di energia prodotta da una piccola centrale nucleare, tre gigawatt di luce a costo zero”.
In effetti il Programma Industria 2015 si propone proprio di valorizzare la qualità italiana per creare una solida industria delle rinnovabili. E il tentativo è rovesciare la logica degli incentivi: non più distribuiti a pioggia, ma sulla base di progetti di eccellenza. Oltre al settore dell’efficienza energetica coordinato dal vicepresidente di Confindustria Pasquale Pistorio, che seguendo i consigli dell’ambientalista americano Amory Lovins durante la gestione di STMicroelectronics ha ottenuto risultati straordinari in termini di efficienza, ci sono altre quattro aree d’innovazione gestite da altrettanti project manager:
mobilità sostenibile, nuove tecnologie per il made in Italy, scienze della vita e tecnologie innovative dei beni e attività culturali. Per i cinque progetti viene usato il Fondo per la competitività della Finanziaria 2007.
Un fondo considerevole, pari a 1,1 miliardi per tre anni. Così come il numero di aziende che, come Elettrica Galbison, hanno risposto al bando di Industria 2015: ben mille.
“Iniziative come il Programma Industria 2015 sono meritorie”, commenta l’Ingegner Mario Molinari, direttore generale di Sorgenia, primo operatore privato del mercato energetico italiano grazie a una strategia lungimirante, rivolta da diversi anni alle rinnovabili. “Offrire incentivi mirati a chi produce energia elettrica pulita è positivo. Le rinnovabili già oggi presentano evidenti vantaggi in termini di sostenibilità. A questo però va affiancato uno stimolo forte per la ricerca e lo sviluppo tecnologico del settore, ad esempio per individuare materiali migliori per i pannelli solari, con l’obiettivo di aumentare l’efficienza e diminuire i costi, rendendo così il business in grado di sostenersi economicamente senza incentivi.
Credo sia questa la strategia vincente sul lungotermine”.
ETICHETTE associate (TAGS) : bioindustria, eco, ecologia, fotovoltaico, risparmio energetico
Damiano Beltrami 25 anni. Nato a Genova e cresciuto a Ovada, Alessandria. Sono laureato in Interpretariato e
Comunicazione (Inglese e Spagnolo) all’Università Iulm di Milano e specializzato in Linguistica
all’Università di Cambridge, Gran Bretagna. Ho vagabondato per tutta Europa in treno e per
l’India settentrionale in pullman. Dal settembre 2006 collaboro con il Sole 24 Ore redazione
Esteri, dove sono stato per sette mesi in stage. Nell’aprile 2007 ho ricevuto il premio Montanelli
(sezione giovani) per tre reportage su Milano. Amo scrivere racconti, giocare a calcio-balilla e
prendere il tè con il latte. Colleziono macchine per scrivere affascinanti.
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