Via libera del Cdm al decreto che dovrebbe riaccendere i vecchi reattori
Via libera del Consiglio dei ministri al decreto legislativo che riporterà, dopo 22 anni, il nucleare nel nostro paese. Il provvedimento prevede, tra l’altro, i criteri per localizzazione ed esercizio di impianti di produzione di energia elettrica e nucleare, nonché le misure compensative. Le nuove centrali atomiche italiane sorgeranno, con tutta probabilità perché l’elenco sarà reso noto a primavera dopo le elezioni regionali e su indicazioni delle società coinvolte, in aree già sedi di reattori in passato.
“Rispetto alla prima versione – come ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, – non è stata data priorità a siti militari”. Quindi tra i “papabili” candidati ci saranno Caorso (Piacenza), Trino Vercellese (Vercelli), Montalto di Castro (Viterbo), Termini Imerese (Palermo), Termoli (Campobasso), Monfalcone (Gorizia), Chioggia (Venezia), Scanzano Jonico (Matera), Palma (Agrigento) e Oristano. Quattro di queste località ospiteranno subito un impianto nucleare e un sito di stoccaggio.
Province e Comuni nel raggio di venti chilometri dagli impianti saranno compensati nei cinque anni di realizzazione per 3000 euro/MW, sino a 1600 MW. Poi, all’entrata in funzione dell’impianto, saranno garantiti benefici in base all’energia elettrica prodotta e immessa in rete pari a 0,4 euro/MWh su base trimestrale.
Nel documento si prevede, tra l’altro, “la disciplina della localizzazione nel territorio nazionale delle centrali nucleari, la responsabilità in materia di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, le procedure autorizzative e i requisiti soggettivi degli operatori per le attività di costruzione, esercizio e disattivazione degli impianti e delle strutture di stoccaggio dei rifiuti radioattivi ubicate nello stesso sito”. E ancora, il fondo di disattivazione degli impianti nucleari, la disciplina della localizzazione di un parco tecnologico comprensivo sia del deposito nazionale destinato allo smaltimento a titolo definitivo dei rifiuti radioattivi delle centrali sia del centro studi e sperimentazione. Infine, il programma di una campagna nazionale di informazione straordinaria sul nucleare e le sanzioni.
Entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del provvedimento all’attenzione del Consiglio dei ministri (articolo 8), i ministeri dello Sviluppo economico, dell’Ambiente e delle Infrastrutture dovranno definire, su proposta dell’Agenzia nucleare e sulla base dei dati tecnico-scientifici predisposti dagli enti scientifici (Ispra, Enea e università), uno schema di parametri a cui devono rispondere le aree deputate a ospitare centrali. I parametri riguardano le caratteristiche ambientali, quelle tecniche, la disponibilità di risorse adeguate per il sistema di raffreddamento, la strategicità dell’area per il sistema energetico e le caratteristiche della rete elettrica, i rischi potenziali indotti da attività umane nel territorio circostante, i dati sulla popolazione e i fattori socio-economici. La strategia nucleare (articolo 9) è soggetta alle procedure di Valutazione ambientale strategica (Vas).
Tratto dal sito: www.e-gazette.it
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