Giappone: impianti eolici hanno retto, radioattività anche in mare

 

REATTOREE 3Fukushima, 240 km a nord-est di Tokyo. Fino a due settimane fa ne ignoravamo persino l’esistenza e invece adesso ci sembra così vicina.

Dall’11 marzo scorso qualcosa è cambiato nella storia del Giappone ma non solo. L’importante terremoto seguito da tsunami che ha colpito il gigante del Sol Levante ha scaturito quella che è stata definita nelle ultime ore come la catastrofe nucleare più seria degli ultimi 25 anni dopo Chernobyl.

L’EOLICO HA RESISTITO ALLA CATASTROFE

All’indomani della catastrofe naturale che ha stravolto il Giappone se c’è qualcosa che sta salvando il paese è l’energia eolica. Questo, va ricordato, soprattutto dopo che il presidente dell’International Committee of the Japan Wind Power Association e della Japan Wind Energy Association, Yoshinori Ueda, ha affermato che nessun impianto eolico dei membri dell’associazione ha subito danni. A reagire bene allo tsunami anche il parco offshore Kamisu situato a qualche centinaio di metri dall’epicentro del terremoto. Proprio gli impianti eolici giapponesi stanno consentendo di rimediare allo scompenso energetico seguito all’incidente di Fukushima. A dimostrazione del fatto che il confronto tra nucleare e rinnovabili non regge, né a livello di sicurezza né di efficienza.

RADIOATTIVITA’ ANCHE IN MARE

Il livello di radioattività nell’area circostante la centrale è salita notevolmente con la pioggia degli ultimi due giorni, lo ha fatto sapere il ministro della scienza giapponese. Inoltre, materiale radioattivo nell’acqua marina davanti a Fukushima è stato rilevato dalla Tepco, la società che gestisce le centrali di Fukushima. Cosa che non sorprende più di tanto, visto che per il raffreddamento d’emergenza dei reattori è stata utilizzata proprio acqua di mare e che gli addetti Tepco avrebbero confermato che parte di quest’acqua sarebbe già stata rilasciata in mare.

Lo iodio radioattivo in alcuni campioni marini è 126,7 volte i limiti consentiti, mentre la presenza di cesio è di oltre 24 volte, afferma la Tepco.

LE RESPONSABILITA’ DELLA TEPCO.

Sullo stato generale della centrale di Fukushima prima del terremoto dell’11 marzo erano state omesse alcune verifiche per la sicurezza. Lo ha spiegato la Tokyo Electric Power Co. (Tepco), che gestisce le centrali di Fukushima all’Agenzia per la sicurezza nucleare giapponese in un rapporto del 28 febbraio. A non essere stati controllati sarebbero stato ben trenta elementi, più una valvola di controllo non ispezionata da 11 anni. Tra le parti non controllate anche quelle responsabili del sistema di raffreddamento e del gruppo elettrogeno di emergenza, vale a dire proprio quelle interessate dall’incidente. Intanto, c’è un ulteriore alone di sospetto nei confronti della compagnia dopo l’accusa rivoltale dal Wall Street Journal. Secondo il quotidiano americano, la Tepco avrebbe intenzionalmente rallentato l’intervento di raffreddamento dei reattori per salvare l’impianto, rimandando di ore il ricorso all’acqua marina che danneggia i reattori. Fonte:www.ilcambiamento.it

Commenti da Facebook

Ti potrebbe interessare anche:

In Italia nuovi parchi eolici
RINNOVABILI SOTTO ACCUSA: APER DIFENDE LA DIGNITA’ DEL SETTORE
Nonostante la crisi aumentano le emissioni di Co2
Dal 4 al 6 Maggio al via Solarexpo di Verona
Siemens segue il governo tedesco: rinuncia al nucleare

Nessun Commento