Moda: uno dei settori ancora lontano dalla green economy

francasozzani2Franca Sozzani è il direttore di Vogue Italia e recentemente è stata nominata goodwill ambassador, ambasciatore di buona volontà, per Fashion 4 development, partner operativo con le Nazioni unite che ha per obiettivo l’autodeterminazione femminile e lo sviluppo sostenibile attraverso la moda. Ho letto di questo progetto attraverso le pagine di Vanity Fair (nr.38).

Il mondo della Moda, per come è concepito oggi, è quanto di più lontano si possa immaginare dallo sviluppo sostenibile e da un approccio rispettoso dell’ambiente. E dunque ben vengano iniziative che quanto meno mettono in discussione questo approccio. Un anno fa proprio dalle pagine di ecoblog vi raccontavo del servizio di moda di Vogue, ispirato ai danni ambientali della marea nera nel Golfo del Messico. L’approccio quella volta lo trovai un po’ troppo sopra le righe.

Ma c’è una considerazione del direttore di Vogue fatta oggi che esprime a fine intervista in cui spiega che tra i temi che vorrebbe affrontare c’è:

L’ecologia legata alla moda. Siamo molto indietro. Ma sa qual’è il problema? Non fa notizia. Le ragazze formose hanno colpito e oggi H&M ha un settore curvy; lo stesso Top Shop. Con l’ecologia finora non ha funzionato. Sembra che alla gente non interessi.

Purtroppo l’intervista finisce qui. Peccato! Perché l’analisi è tremendamente vera e sarebbe stato interessante proseguire per capirne i motivi. In fondo se non c’è una domanda non c’è neanche un offerta e questo vale anche per l’ecologia che rientra evidentemente nelle logiche di mercato. Il che fa considerare che forse la green economy potrebbe essere ancora molto lontana.

Comunque il direttore di Vogue Italia, apre uno spartiacque su questo tema e al suo progetto ha dato il titolo di Giving back is the new luxury: restituire è il nuovo lusso. Restituire cosa? Competenze, ricchezza, risorse a quei popoli e paesi che fino a oggi sono sfruttati. Di fatto Vogue Italia potrebbe davvero essere il primo punto di riferimento per una presa di coscienza totale dell’impatto ambientale del sistema moda e Franca Sozzani spiega che ridistribuire la ricchezza non potrà che far del bene a tutti.
Fonte: www.ecoblog.it

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