Legambiente:la green economy potrebbe aiutare l’Italia

manovra_montiDopo l’approvazione della manovra Monti, sono fiorite, su internet e non solo, le contro-manovre proposte da altri soggetti. Molti gli spunti interessanti e che fanno riflettere. Forse i tagli alle pensioni e le nuove tasse non erano così inevitabili e necessari.
E c’è addirittura chi afferma che il decreto salva-Italia sia inutile…Dal punto di vista degli interventi, sarebbero incentivati gli investimenti nella green economy, nelle piccole opere pubbliche, nella ricerca e nell’innovazione.
Tutto questo, tenendo saldi i diritti dei lavoratori, dei pensionati, dei cittadini: «difendere i redditi più bassi, allargare lo spettro degli ammortizzatori sociali, rafforzare la rete dei servizi sociali e della tutela dei più deboli».
Anche Legambiente – dal palco del suo IX Congresso nazionale, tenutosi a Bari – ha voluto dare il suo contributo al dibattito sulla manovra economica con una controproposta. Si parla, in questo caso, di 21,5 miliardi di euro recuperabili attuando una conversione ecologica di alcuni settori, incentivando la sostenibilità ambientale e disincentivando le pratiche più inquinanti.
Nello specifico si propone di disincentivare la mobilità privata, attraverso alcune misure fra cui una patrimoniale sulle auto di grande cilindrata; di modificare il sistema con cui si prelevano e si pagano allo Stato le risorse naturali, visto che i materiali edili dalle cave e i prelievi idrici di acque minerali vengono pagati alle Regioni cifre irrisorie rispetto agli enormi guadagni realizzati dagli investitori; di disincentivare, con un altro strumento tariffario, il conferimento dei rifiuti in discarica.
Agli strumenti patrimoniali e tariffari elencati, Legambiente aggiunge una seconda serie di misure che vadano a tagliare gli sprechi come ad esempio il costo di grandi opere infrastrutturali che l’associazione ritiene inutili e a volte persino dannose.
Come si può ben vedere dagli esempi fin qui portati le alternative per fare cassa non mancano. Neanche queste proposte però saranno sufficienti a risanare realmente uno stato, se non verranno inserite in un quadro di cambiamento più ampio. Un cambiamento che non consideri solo gli aspetti economico e finanziario, di bilancio, ma parta da basi culturali, da una mutazione profonda degli stili di vita e del paradigma dominante.
È necessario, e urgente più che mai, dar vita ad un percorso collettivo che metta al centro del proprio ragionamento sulla società il rapporto fra individuo, collettività e sistema-mondo, e lasci all’aspetto economico, ai mercati, di regolare solo gli aspetti marginali dell’esistenza.

Fonte: www.ilcambiamento.it

Commenti da Facebook

Ti potrebbe interessare anche:

Ponte sullo Stretto di Messina
L’impatto del decreto Salva-Italia sull’ambiente
Il Wwf propone di creare un agenzia Onu per l'ambiente
Nell’Italia del 2020 vincono i lavori “green”
328mila aziende italiane lavorano nella green economy