Il Decreto liberalizzazioni potrebbe portare speculazioni nell’agrofotovoltaico

serrefotovoltaiche_01Le serre fotovoltaiche vengono additate da più parti come soluzione all’eterna diatriba agricoltura-fotovoltaico, che vuole i terreni sottratti alla produzione agricola alimentare per la produzione di energia rinnovabile. Sotto i pomodori, sopra il pannello, insomma tutti produttivi e contenti, con gli agricoltori che riescono a sostenere più facilmente le spese energetiche, a dir poco esose, delle serre.
Anche nel caso del fotovoltaico su serra, però, bisogna fare molta attenzione al rischio di speculazioni, leggi falsi agricoltori che farebbero finta di coltivare in serra pur di bypassare le norme sull’impatto ambientale e ricevere gli incentivi, per Legambiente troppo alti, concessi dal recente decreto legge sulle liberalizzazioni, il cosiddetto “Cresci Italia”, esattamente dall’articolo 65, comma 3, che le equipara agli impianti su edifici. Edoardo Zanchini, vice-presidente Legambiente, tuona:
Il Decreto potrebbe dare il via libera a speculazioni per ottenere incentivi pari a quelli delle coperture integrate negli edifici, che sono molto più alti di quelli per i pannelli al suolo.
L’allarme lo lancia in una nota anche il Comitato nazionale contro fotovoltaico ed eolico nelle aree verdi, ma c’è da dire che quella delle speculazioni e delle finte serre fotovoltaiche è una preoccupazione sollevata più volte da diverse associazioni agricole italiane. Certo, con questi incentivi, il rischio di speculazioni si fa decisamente più alto.
Le 60 associazioni ambientaliste riunite nel Comitato nazionale contro fotovoltaico ed eolico nelle aree verdi mettono in guardia dal pericolo di speculazioni nell’agrofotovoltaico:
«Vi è il serio rischio che si apra un pericoloso spiraglio che permetterebbe agli speculatori di sfruttare una ulteriore opportunità per ricoprire l’Italia di finte serre fotovoltaiche totalmente inutili e nocive sotto il profilo ambientale, paesaggistico oltre che economico. Urge una moratoria − continuano − per fermare gli impianti già autorizzati per centinaia di ettari di vita e natura a rischio la cui realizzazione vanificherebbe in parte l’efficacia salva-BelPaese degli attuali provvedimenti sul fotovoltaico!».
Il Ministro dell’Agricoltura Mario Catania si è affrettato a placare gli animi, dichiarando:
«Finché ci sarò io coloro che realizzeranno serre agricole con pannelli fotovoltaici saranno marcati stretti. Insieme al Ministero dello Sviluppo economico e a quello dell’Ambiente, staremo attentissimi affinché siano evitate speculazioni di tutti i tipi».

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