Si ferma reattore centrale nucleare Svizzera, nessuna fuga radioattiva

centrale-di-muhlebergNella vicina Svizzera il reattore della centrale di Mühleberg, nel canton Berna, si è fermato alle 13.45 di ieri, mercoledì, provocando ansia tra la popolazione per paura di possibili fughe radioattive.

Il blocco - ha reso noto la società proprietaria dell’impianto - non va ricondotto a un guasto, ma a un errore umano. È stato causato da un’incomprensione durante una misurazione, un’ispezione periodica del sistema di raffreddamento. Gli addetti hanno effettuato il rilevamento in un punto che non era quello previsto, come ha spiegato un portavoce. Così sono scattati gli allarmi di sciurezza e il reattore ha  reagito con una procedura di disattivazione automatica, bloccandosi dopo che si era interrotta l’alimentazione di acqua. “Non c’è stata nessuna fuga radioattiva e il reattore è in uno stato stabile e sicuro”, ha aggiunto il portavoce. In serata l’autorità competente, ovvero l’Ispettorato federale della sicurezza nucleare, ha dato il suo nullaosta alla ripresa dell’attività dell’impianto.
CENTRALI IN SVIZZERA: NON E’ LA PRIMA VOLTA
Quella scattata a Mühleberg non è in realtà una procedura eccezionale: dalla messa in servizio delle centrali atomiche svizzere, alla fine degli Anni Sessanta, episodi di questo tipo si verifcano spesso, in pratica ogni anno. Solo il 2006, il 2010 e il 2011 sono stati esenti da tale operazione. A Mühleberg l’ultimo episodio risale al 2007. In totale, in Svizzera ci sono quattro centrali nucleari, che hanno registrato lo scorso anno 31 incidenti minori, un quarto in meno rispetto al 2010: nessuno ha avuto ripercussioni sulla sicurezza degli impianti, come riporta il consueto rapporto annuale dell’Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN).
COME COMPORTARSI IN CASO DI CATASTROFE NUCLEARE
Proprio in questi giorni la Confederazione e i cantoni hanno trasmesso un dossier informativo, corredato da una confezione di pastiglie di iodio, a oltre un milione di persone che abitano nei pressi delle centrali nucleari svizzere. Lo riporta il quotidiano romando La Tribune de Geneve. La prima cosa da fare è ascoltare la radio, attraverso cui le autorità diffondono le informazioni in diretta. Evitare l’uso eccessivo del telefono per non sovraccaricare la rete e avvisare tutti i vicini di casa. Non uscire dalla propria abitazione, chiudere le finestre e le porte, spegnere le ventilazioni. Recarsi nel rifugio atomico, se lo stabile in cui si abita ne è provvisto. Portarsi le pastiglie di iodio e ingerirle se l’istruzione viene data attraverso la radio: lo iodio riduce l’irradiamento della ghiandola tiroidea. E’ possibile il consumo di acqua potabile e del cibo che si ha in casa.”

Fonte:http://affaritaliani.libero.it

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