Cemento S.p.a.

Cemento Pizzo-Sella-Palermo

L’aggressione al territorio da parte di eco-criminali e mafie è un fenomeno radicato ed in espansione anche nelle regioni del nord, compresa la Lombardia.
Negli ultimi cinque anni in questa regione sono state accertate più di 1.600 infrazioni nel ciclo illegale del cemento, praticamente 7 reati ogni 100 chilometri quadrati.
La Lombardia si colloca al secondo posto, subito dopo la Liguria, tra le regioni del Nord Italia per numero di reati e per persone denunciate (2.297).
Tra le prime 10 province per numero di illeciti penali ci sono quelle di Sondrio (quarta, con 398 reati), Bergamo (settima, con 237) e Brescia (decima, con 178 reati). Corruzione, appalti truccati, commistione tra politica e mafie vedono sempre più spesso come protagonisti i clan della criminalità organizzata.
Quanto sia preoccupante ed estesa la “colonizzazione” dei territori lombardi da parte delle mafie, soprattutto della ‘ndrangheta, è testimoniato dal numero di beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata: 205 aziende (superato a livello nazionale solo dalla Sicilia con 561  provvedimenti di confisca e dalla Campania, con 317). Milano è la quinta città d’Italia per immobili sottratti ai clan, con 190 confische. Questi sono solo alcuni dei dati contenuti in “Cemento Spa”, il dossier su mafie, corruzione e abusivismo edilizio nelle regioni del Nord, che Legambiente ha presentato a Genova, in vista della XVII Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo della vittime delle mafie che si celebrerà sabato 17 marzo nel capoluogo ligure.
«Le numerose inchieste delle forze dell’ordine, le condanne emesse dai tribunali, gli arresti di politici coinvolti in fenomeni di corruzione e malaffare  nelle procedure di pianificazione territoriale degli ultimi mesi ci raccontano – dichiara Sergio Cannavò, responsabile Ambiente e Legalità di Legambiente Lombardia – una regione pesantemente colpita dal ciclo illegale del cemento. Con un sistema di controlli burocratico e inefficace, una normativa priva di meccanismi deterrenti e inapplicata, forze dell’ordine e magistratura con pochissime risorse la nostra regione sembra destinata a trasformarsi nel luogo ideale per realizzare affari nel settore del mattone illegale».
Per l’associazione ambientalista, infatti, sono tre le priorità per fermare la criminalità ambientale che sta saccheggiando interi territori:

a)      l’approvazione da parte del Parlamento di una efficace normativa contro la corruzione, a cominciare dalla ratifica della convenzione di Strasburgo del 1999 che prevede l’introduzione nel nostro codice di delitti come il traffico di influenze illecite, la corruzione tra privati, l’auto-riciclaggio di denaro proveniente da reati;

b)     l’introduzione nel Codice penale di quei delitti contro l’ambiente, sollecitati dalla direttiva 2008/99/CE, che rappresentano uno strumento indispensabile contro i fenomeni di aggressione illegale al territorio e alle risorse naturali;

c)      la definizione di un vero e proprio Piano nazionale di lotta all’abusivismo edilizio, che individui di concerto con le Regioni e gli enti locali tutti gli strumenti utili (dal controllo del territorio agli abbattimenti di immobili costruiti illegalmente) per stroncare una piaga che affligge ormai da troppo tempo il nostro Paese

Commenti da Facebook
Tag:, , ,
  • Condividi questo post:
  • Facebook
  • Google Plus
  • Twitter
  • Delicious
  • Digg

Ti potrebbe interessare anche:

Inaugurato impianto Biogas nel Lodigiano
A "rischio" centomila utenze per l'acqua contenente arsenico
Comieco, in dieci anni triplicata raccolta carta
Dal nuovo decreto Liberalizzazioni possibili trivellazioni nell'Adriatico
Da settembre addio alle lampadine ad incandescenza

Nessun Commento