Provincia di Ferrara: il terremoto causa i “vulcani di sabbia”

A far cedere molte abitazioni in Emilia, a seguito delle due forti scosse del 29 maggio scorso e di quella del 20 maggio, la forte pressione che ha spinto la sabbia a liquefarsi, generando piccoli vulcani che hanno a loro volta provocato il cedimento delle costruzioni.

Illustra il fenomeno Paola Montone, ricercatrice dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, che nei giorni scorsi si è recata nei comuni del modenese devastati dal terremoto per effettuare i primi rilievi. Li chiamano vulcani di sabbia e si formano in circostanze particolari, quando nel sottosuolo si trovano strati di sabbia e di argilla e tanta acqua. Proprio il caso della Pianura Padana che a poca profondità ospita strati argillosi e sabbiosi piuttosto estesi, un territorio sicuramente abbondante anche di risorse idriche.

I vulcani sono stati osservati anche in altri terremoti, più o meno recenti: l’ultimo è quello de L’Aquila del 2009, ma anche in quello che devastò il Gargano nel lontano 1627 fecero la loro comparsa lungo le fratture del terreno. La sabbia è granulosa ed al suo interno l’acqua resta letteralmente imprigionata. Ecco perché, quando c’è una forte pressione nel sottosuolo, come nel caso dei terremoti, si assiste al fenomeno della liquefazione. La sabbia passa dallo stato solido allo stato liquido e risale in superficie, generando dei piccoli vulcani, chiaramente visibili nella foto che vedete in homepage, scattata dalla ricercatrice a San Felice sul Panaro, in provincia di Modena, uno dei comuni più vicini all’epicentro, tra i più colpiti dal sisma dei giorni scorsi.

I vulcani di sabbia sono comparsi anche in provincia di Ferrara, area più colpita dal terremoto del 20 maggio scorso. Ogni vulcano misura qualche decina di centimetri, sono piccoli ma sono tanti e si possono osservare lungo le fratture aperte dalle scosse nel terreno. In pratica è come se il terreno perdesse temporaneamente la sua consistenza e resistenza per trasformarsi e comportarsi come un liquido denso.

Vulcani di sabbia che ovviamente rappresentano un pericolo per la stabilità delle case. Le abitazioni che si trovano immediatamente sopra agli strati sabbiosi pagano il prezzo del cedimento del terreno causato dalla violenta risalita in superficie della sabbia liquida. E la risposta è sì, c’erano e ci sono case costruite sopra ad un suolo con una conformazione e predisposizione simile al cedimento.

Fonte:www.ecoblog.it

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