Animali, internet, crimini & contropaccotto

Farsi recapitare una tartaruga in via di estinzione, un animale raro, o scommettere su corse clandestine o, ancora, mostrare a migliaia di persone i propri trofei, non è poi così difficile: bastano computer, connessione a Internet, carta di credito e con un semplice click il gioco è fatto. Perché nell’era digitale anche il commercio di piante e animali esotici, le scommesse, le truffe e la violenza contro gli animali passano attraverso il web. I numeri sono allarmanti. Solo per quanto riguarda il traffico di animali e piante le stime dell’Onu parlano di un business di 144 miliardi di dollari all’anno, legato all’alimentazione, alla moda, alle medicine tradizionali, al collezionismo.
Internet rappresenta un fattore criminogenetico per molte condotte a danno degli animali. La bacheca virtuale e universale della rete fornisce una sicura quanto anonima vetrina per video e foto di violenze contro gli animali. Sicuramente alcuni maltrattamenti vengono pensati e perpetrati all’unico scopo di postare i video in rete, in questo senso l’immensa visibilità di Internet rappresenta il luogo dove rendere universali i propri violenti quanto stupidi “atti gloriosi” e così un anonimo ragazzo di una periferia qualsiasi della Terra, acquista una sinistra fama planetaria, grazie a una tortura inflitta a un animale. Forse di lui non si saprà mai il nome, ma il suo gesto sarà per sempre in rete. Immagini e video simili fanno il giro del mondo attraverso social network e scatenano un pericoloso effetto emulativo.
Non è errato affermare che senza Internet tante violenze a danno di animali non ci sarebbero. Schematicamente i principali modi di utilizzo di Internet per attività illegali contro gli animali sono:

  • Diffusione di immagini e video relativi ad uccisioni e atti di violenza contro animali;
  • Commercio e traffico di animali;
  • Raccolta di scommesse su competizioni tra o di animali;
  • Promozione di attività illegali a danno di animali;
  • Truffe e raggiri con uso fittizio di animali.

La diffusione di immagini e video riguarda diverse tipologie di maltrattamenti che vanno dall’uccisione gratuita (es. animali dati a fuoco, lanciati da edifici, scuoiati vivi, ecc.) al maltrattamento violento (animali picchiati, feriti, appesi, usati come bersaglio, ecc) a fenomeni più complessi come il crush fetish, i combattimenti tra animali, le corse clandestine di cavalli, la zooerastia. Nel megastore della rete e possibile trovare video di “propaganda” per attività che coinvolgono animali più disparate, dal bracconaggio alla pesca abusiva, alla macellazione abusiva.
Il commercio e il traffico di animali include tipologie di animali vivi o morti diversi per specie e livello di protezione. Dai pesci tropicali, ai rapaci, dai pappagalli alle tartarughe ai cani allevati nell’Est europeo, dai cardellini ai cani da combattimento ai trofei di caccia: in rete è possibile trovare in vendita quasi tutti gli animali. Addirittura è stato individuato un sito francese che segnala ai collezionisti, trafficanti e bracconieri quali sono le specie appena riscoperte dagli scienziati e quelle più rare.
In questa casistica non potevano mancare le truffe e i raggiri. Animali messi in vendita e mai recapitati, raccolta fondi per strutture di ricovero per randagi inesistenti, falso noleggio di animali per feste ed eventi. Il sistema è sempre lo stesso: sui siti Internet specializzati appaiono annunci con i quali si sostiene che a causa trasferimento per lavoro si regala un cavallo che si trova in Italia o in Inghilterra. E per impietosire ulteriormente i potenziali truffati si sostiene che se non si trova una nuova sistemazione l’animale viene soppresso o macellato. Alcuni anni fa, ma vi sono ancora segnalazioni, le truffe avvenivano con il “noleggio” di scimmie cappuccino per feste ed eventi. Il sistema era sempre lo stesso, si mandava una caparra e delle scimmie non si vedeva neanche l’ombra. Altra mega-truffa tramite Internet è quella dei cani di razza provenienti dal Camerun che verrebbero “regalati” in cambio dei soldi necessari all’acquisto del biglietto aereo. Ovviamente i cani non esistono e, dopo aver intascato i soldi del biglietto e per fantomatiche visite veterinarie, i truffatori scompaiono facendo perdere ogni traccia.
In Internet è possibile scommettere su qualsiasi competizione tra animali, dalle corse ippiche ai combattimenti, alle corse di cani. Non c’è inchiesta di un certo spessore, relativa alle truffe nell’ippica, nella quale non compaia l’uso di Internet quale mezzo per raccogliere le scommesse. Nel mese di marzo 2010, il Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni  di Reggio Calabria, su denuncia dell’Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV ha sequestrato ed oscurato 26 siti Internet attraverso i quali si propagandavano filmati sulle corse clandestine. I video erano corredati da vere e proprie bacheche per commenti, apologie delle gare clandestine, lanci di sfide, appuntamenti per organizzare corse.
Molte altre attività a danno di animali vengono propagandate e pubblicizzate attraverso Internet. Nel mese di febbraio 2009, la polizia provinciale di Napoli e le guardie venatorie della LAV denunciarono un uomo che si faceva chiamare “acchiappatuttos” e che vendeva in tutta Italia su vari giornali telematici di annunci gratis trappole per la cattura di uccelli, con tanto di video dimostrativo.
Internet rappresenta sicuramente l’insegna dei nostri tempi, della nostra attuale civiltà. Pensando a ciò mi vengono in mente delle parole sentite per caso in TV alcuni anni fa: “Vorrei sapere chi ha inventato la parola civiltà, a me fa solo ridere…”. A parlare era il buon Ruggine, gnomo della serie televisiva a disegni animati “Viaggiamo con Benjamin”.

Articolo di: Ciro Troiano,  VIA  http://ecoinchiesta.wordpress.com

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