La UE boccia il V Conto Energia dell’Italia

Il commissario Ue all’Energia Günther Oettinger scrive al ministro Passera una nota di richiamo in merito al V Conto energia anche affettuosamente detto affossarinnovabili. Non che sia una novità, sia chiaro: un anno fa la medesima storia solo che al dicastero allo Sviluppo c’era il ministro Romano che si beccò il richiamo del commissario.

Con e per le Rinnovabili l’Italia sembra non farne una giusta (lo confermano le migliaia di addetti ai lavori) così come si legge nella nota recapitata a 24 h dall’inizio di quella Conferenza Stato-Regioni probabile (e forse eventuale) terreno di scontro politico:

Insieme alla riduzione degli incentivi finanziari le procedure amministrative che si applicano agli incentivi devono essere semplificate. L’introduzione del meccanismo dei ‘registri’ per i nuovi progetti di energia rinnovabile potrebbero aumentare l’onere burocratico per gli operatori di mercato e diminuire la sicurezza degli investitori sul fatto che i progetti si qualifichino per il sostegno finanziario. Preoccupazione aumentata dall’attuale clima finanziario difficile.

l’obbligo di registrare i progetti con una capacità superiore ai 12 kW per il fotovoltaico e ai 50 kW per altri progetti di tecnologie di produzione di elettricità rinnovabile potrebbe funzionare come un deterrente capace di paralizzare proprio il segmento di mercato di piccola scala che la riforma mira a rendere prioritario.

Ma le annotiazioni o i richiami, definiteli come meglio vi piace, non finiscono qui. L’Europa ci fa notare che è preferibile iniziare a differenziare le tariffe sulla base della maturità delle tecnologie che producono le rinnovabili e ci si chiade anche di adottare un po’ più di tempo per:

accompagnare l’adattamento del mercato ai nuovi sistemi d’incentivi e proteggere gli investimenti esistenti poiché le procedure d’attuazione delle procedure dei nuovi meccanismi d’asta non sono ancora stati definiti.

La letterina però non si conclude con baci e abbracci ma con una sottolineatura rispetto alla mancanza tutta italiana di sostegno al settore del riscaldamento e del raffreddamento e in merito ai certificati bianchi.

Ora il fatto curioso è che probabilmente questo richiamo che sta avendo grande riscontro nel tam tam della rete forse cadrà nel vuoto, poiché il governo italiano e il ministro Passera dovrebbero rinnegare una manovra così carina con i produttori di energia non rinnovabili.In fondo noi italiani ascoltiamo l’Europa solo se ci sono leggi che ci interessa recepire, come nel caso della vivisezione, allora ci sentiamo dire: e’L’Europa che ce lo chiede.

Non sono ancora stati adottati, infine, lamenta Bruxelles, “i sistemi di sostegno per le fonti rinnovabili nel settore del riscaldamento e raffreddamento”. Oltre alla “necessità di un’adozione tempestiva” di queste misure, Bruxelles chiede “chiarezza sulla continuazione” del sistema di sostegno ai progetti di efficienza energetica e “la definizione degli obiettivi per il 2020 del sistema di ‘certificati bianchi’”.

Fonte:www.ecoblog.it

Commenti da Facebook

Ti potrebbe interessare anche:

Italia condannata per non rispetto norme rifiuti
4 siti italiani tra le aree protette dalla Ue
Europa, stress test per le centrali nucleari
Gara tra le famiglie europee per il "risparmio energetico"
L'Italia ha due mesi per adeguarsi alle normative Ue sull'edilizia

Nessun Commento