8 giugno Giornata Mondiale degli Oceani

Dopo l’istante magico in cui i miei occhi si sono aperti nel mare, non mi è stato più possibile vedere, pensare, vivere come prima.

Un pensiero di Jacques-Yves Cousteau per la Giornata Mondiale degli Oceani, profondo come quegli abissi che ha esplorato in lungo e in largo alla ricerca di ogni più piccola forma di vita da studiare ed amare. Una vita sempre più minacciata oggi, da fenomeni come l’acidificazione delle acque, il riscaldamento globale, lo sconvolgimento degli ecosistemi acquatici che sta mettendo a rischio diverse specie. Le temperature più alte delle acque stanno infatti portando al proliferare di specie invasive che mettono a repentaglio gli organismi autoctoni.

Si fa sentire sugli oceani la pressione delle attività umane, sempre più insostenibile: dal sovrasfruttamento degli stock ittici al traffico marittimo sempre più intenso che espone a rischi immensi gli ecosistemi oceanici, con danni a breve, medio e lungo termine, dall’inquinamento acustico alla contaminazione delle acque causata da piccoli frequenti incidenti e da rare ma devastanti maree nere come quella provocata dalla BP. Oceani spesso utilizzati come grande discarica a cielo aperto, con la Great Pacific Garbage Patch che si amplia a vista d’occhio.

Nel programma dell’ONU per lo sviluppo sostenibile, non a caso, la tutela degli oceani è tra i punti più urgenti. Occorre contrastare la pesca sregolata ed eccessiva che spesso non consente alle popolazioni ittiche di ricostituirsi. La lotta all’inquinamento delle acque è un’altra delle misure più impellenti nell’agenda dell’ONU, con progetti volti a tutelare gli ecosistemi costieri e programmi internazionali per la salvaguardia della biodiversità.

Parlavamo tempo fa della necessità di creare riserve marine mobili per tutelare le specie che si spostano su lunghe distanze a cui non bastano gli spazi limitati delle aree protette per salvarsi dall’estinzione. Gli Oceani coprono i tre quarti della superficie del Pianeta e sono l’habitat di migliaia di specie, dalle più grandi, come la balenottera azzura, ai microrganismi tanto minuscoli quanto vitali per il loro apporto agli equilibri ecosistemici. Equilibri da cui dipende anche l’uomo: per il cibo, per l’energia, per l’acqua, per il turismo…

La situazione è drammatica: oltre la metà degli stock ittici è sovrasfruttata, tra il 30% ed il 35% degli ecosistemi marini più importanti, come le mangrovie, la barriera corallina, sono andate distrutte. C’è ancora una speranza: gli ecosistemi interessati da progetti di conservazione e tutela della biodiversità hanno infatti mostrato enormi capacità di recupero. Di come estendere le misure di tutela della biodiversità oceanica su larga scala, unica misura davvero incisiva vista la vastità degli oceani, si parlerà anche a Rio+20 dal 20 al 22 giugno prossimo.

Fonte:www.ecoblog.it

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