Il Dalai Lama è arrivato a palazzo Marino, accolto dagli applausi e dal capo di gabinetto del sindaco di Milano, Maurizio Baruffi. In piazza della Scala, una bambina gli è andata incontro con un mazzo di fiori, il Dalai Lama l’ha ringraziata ed è entrato a Palazzo Marino mentre andava anche in scena la protesta del Pdl e dei ragazzi della giovane Italia contro il mancato conferimento della cittadinanza onoraria: una decina di militanti che hanno alzato uno striscione con scritto “Pisapia vergogna-i diritti civili non si svendono” e che molti presenti hanno invitato ad andarsene. È ufficialmente iniziata così la visita dell’autorità spirituale buddista a Milano. Prima l’incontro con il sindaco poi il suo discorso.
Il Dalai Lama che ha citato il precedente discorso del sindaco di Milano Giuliano Pisapia, vede “luce e arcobaleno” in fondo al tunnel della crisi. E’ quanto ha detto Tenzin Gyatso durante la seduta del consiglio comunale di Milano convocata in suo onore. «Queste parole sono state per me motivo di grande gioia – ha detto riferendosi a Pisapia -. Davanti alla crisi globale tantissima gente vede il buio senza speranza, ma per me è una visione completamente sbagliata». Il leader del buddismo tibetano ha sottolineato che «a livello fondamentale l’umanità è tutta uguale, tu vuoi essere come me, non avere problemi come me. A livello secondario certo ci sono delle diversità di pelle, nazionalità, religione e classe sociale ma non dobbiamo fissarci su questi livelli secondari». «Potremmo rinunciare a qualcosa di secondario – è stato l’invito rivolto dal Dalai Lama -, io non sono niente di speciale, un essere umano come voi con potenzialità negative e positive. L’importante è utilizzare la nostra intelligenza per sviluppare qualità positive. Quando mi arrabbio, per esempio, con l’intelligenza mi rendo conto che è inutile coltivare l’arrabbiatura perché fa male anche a livello fisico. E’ un ragionamento che tutti possiamo fare». Il Dalai Lama ha osservato che in passato c’è stata «un po’ di esagerazione nel dare importanza allo sviluppo materiale pensandolo come unica garanzia di felicità. Abbiamo coltivato eccessiva speranza in esso, bisogna ugualmente pensare ai valori interiori».
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