Ogni ora commesso un crimine contro gli animali

 

Un crimine contro gli animali ogni ora. È questo il dato che emerge dall’analisi del Rapporto Zoomafia 2012. Un’ecatombe fatta di macellazioni illegali, bracconaggio, maltrattamenti, sevizie, combattimenti, corse clandestine. L’Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV ha chiesto alle 165 Procure Ordinarie e alle 29 presso il Tribunale per i Minorenni, dati relativi al numero totale dei procedimenti penali sopravvenuti nel 2011, sia noti che a carico di ignoti, e al numero indagati per reati a danno animali, segnatamente per i seguenti reati: uccisione di animali (art. 544bis cp), maltrattamento di animali (art. 544ter cp), spettacoli e manifestazioni vietati (art. 544quater cp), combattimenti e competizioni non autorizzate tra animali (art. 544quinquies cp), uccisione di animali altrui (art. 638 cp), abbandono e detenzione incompatibile (art. 727 cp) e, infine, reati venatori (art. 30 L. 157/92). Le risposte sono arrivate da oltre il 58% delle Procure (ordinarie e minorili), la percentuale più alta da quando è iniziata questo tipo di analisi, tre anni fa. L’anno scorso la percentuale era del 43%, mentre nel 2010 era quasi del 50%. In particolare le risposte sono arrivate da 94 Procure Ordinarie, su un totale di 165, pari ad oltre il 56% del totale e da 20 Procure presso i Tribunali per i Minorenni su un totale di 29, pari ad oltre il 68% del totale. Sommando le risposte delle Procure Ordinarie e delle Procure presso i Tribunali per i Minorenni si arriva a oltre il 58% di tutte le Procure del Paese. Il totale dei procedimenti sopravvenuti nel 2011, sia a carico di noti che di ignoti, per i reati a danno degli animali e per il campione del 56% delle Procure, è di 4880 (2293 a carico di noti e 2587 a carico di ignoti). Partendo da questo dato e proiettandolo a livello nazionale è possibile stabilire con una stima per difetto che nelle Procure d’Italia si aprono circa ventiquattro fascicoli al giorno per reati a danno di animali, uno ogni ora.
Si registrano 3132 procedimenti sopravvenuti nel 2011 in 94 Procure Ordinarie, per i reati di uccisione, maltrattamento e detenzione di animali in condizioni incompatibile con la loro natura. Nel 2010 sono stati 1326, ma il numero delle Procure era inferiore:  67. Nel 2009, invece, i procedimenti registrati erano 1693 su 80 Procure analizzate. Va messa in evidenza, però, la stridente differenza tra i procedimenti penali sopravvenuti e i casi di abbandono di animali. Il reato di abbandono di animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività, punito dal primo comma dell’art. 727 cp,  mira a reprimere un fenomeno che coinvolge decine di migliaia animali l’anno. Nel 2011 sono sopravvenuti complessivamente 686 procedimenti penali per l’art. 727 cp, 489 a carico di noti e 197 a carico di ignoti, (dati riferiti, come detto, al 56% delle Procure Ordinarie). Se si considera che l’articolo 727 cp punisce anche la detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura e non solo l’abbandono di animali, il numero dei casi di abbandono denunciati risulta davvero insignificante. Si tratta sicuramente di una risposta repressiva inefficace e per nulla dissuasiva per un reato così diffuso.
Discorso simile per l’analisi del reato di uccisione di animali, punito dall’art. 544bis del codice penale.
Nel 2011, diversamente dagli anni precedenti quando li definimmo “reati virtuali o fantasma”, abbiamo assistito al proliferare dei procedimenti per i reati previsti dall’ art. 544quater cp, spettacoli e manifestazioni vietati, e dall’art. 544quinquies cp, combattimenti e competizioni non autorizzate tra animali. Per l’articolo 544quater ci sono stati complessivamente 80 procedimenti (48 noti e 32 ignoti) rispetto ai 5 del 2010 e agli 8 del 2009. Per il 544quinquies sono sopravvenuti 29 procedimenti (27 a carico di noti e 2 a carico di ignoti), erano 3 nel 2010 e 5 nel 2009. Anche tenendo conto della percentuale del campione esaminato, la differenza è macroscopica. Non si tratta di reati qualsiasi, ma quelli che puniscono gli spettacoli vietati che fanno uso di animali, i combattimenti tra animali e le corse clandestine di cavalli.
I reati previsti dalla normativa sulla protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio, art. 30 della legge 157/92, sono i più diffusi dopo quello di maltrattamento di animali. In totale 1147 procedimenti (735 noti e 412 ignoti)  per 1048 indagati, sempre in relazione al 56% delle Procure Ordinarie. Nel 2011 i procedimenti erano stati 692, gli indagati 830 su un campione del 40% delle Procure. Si tratta di fattispecie diverse non riconducibili tutte, stricto sensu, all’attività venatoria, poiché sono compresi, oltre ai classici reati commessi nella caccia o nel bracconaggio, anche i reati di vendita e commercio di fauna selvatica, di detenzione di specie particolarmente protette, di detenzione di specie nei cui confronti la caccia non è consentita o di fringillidi in numero superiore a cinque, ecc..
La tabella dei dati pervenuti dalle Procure Ordinarie ci dà uno spaccato reale dei reati contro gli animali accertati sul territorio nazionale, e ci consente anche un’analisi della distribuzione geografica dei crimini contro gli animali. Stilando una classifica dei reati in esame, dai dati forniti si evince che la Procura con meno procedimenti per reati contro gli animali è quella di Mistretta (ME) con solo 4 procedimenti (2 noti e due ignoti). Seguono Lagonegro (PZ) con 9 (2 noti e 7 ignoti), Modica con 10 (6 noti e 4 ignoti), Cuneo con 12 (8 noti e 4 ignoti), Orvieto con 13 (4 noti e 9 ignoti), Sulmona con 15 (4 noti e 11 ignoti). Le Procure di Taranto e Termini Imerese (PA) non hanno registrato procedimenti a carico di noti, ma solo ignoti, rispettivamente 20 e 27. La Procura con il maggior numero di procedimenti sopravvenuti nel 2011, sempre in base al campione del 56% analizzato, è quella di Firenze, con ben 197 procedimenti (61 noti e 136 ignoti). Ciò non vuol dire, ovviamente, che in quella provincia si maltrattino più animali, ma solo che sono stati aperti più fascicoli. Seguono Verona con 181 procedimenti (104 noti e 77 ignoti),  Latina con 172 (97 noti e 75 ignoti), Torino con 172 (75 noti e 97 ignoti), Lucera (FG) con 131 (116 noti e 15 ignoti) e Roma con 117 (47 noti e 70 ignoti).
È opportuno ricordare che il numero dei reati ufficiali rappresenta solo una parte di quelli effettivamente compiuti. Molti reati, infatti, pur essendo stati commessi restano, per motivi vari, nascosti e non vengono registrati. Naturalmente, la quota di reati nascosti sul totale di quelli reali – il cosiddetto numero oscuro – varia a seconda del tipo di reato, soprattutto in funzione della sua gravità. Il reato di maltrattamento di animali per sua natura ha un numero oscuro altissimo. Un altro aspetto da considerare è che in generale sono di più i reati denunciati a carico di ignoti che quelli registrati a carico di autori noti. Se si considera poi che, notoriamente, i processi celebrati che arrivano a sentenza sono poco meno del 30 per cento, e di questi solo la metà si concludono con sentenza di condanna, i crimini contro gli animali che di fatto vengono puniti con sentenza sono solo una minima parte rispetto a quelli realmente consumati.

Fonte:http://ecoinchiesta.wordpress.com                                                          Ciro Troiano

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