Campagna di Marevivo difesa specie marine

 

Per difendere gli squali Marevivo mette in campo una squadra di ragazzi che andranno per spiagge e scuole ad insegnare il rispetto dell’ambiente marino e delle specie che lo abitano.

Nell’immaginario collettivo lo squalo resta un animale in grado di incutere timore anche al più coraggioso dei marinai, ma la realtà è ben diversa: negli ultimi anni la popolazione mondiale di questo splendido predatore dei mari è precipitata del 90%.

Di fronte a queste cifre drammatiche la Cina ha recentemente deciso di mettere al bando, entro i prossimi tre anni, la famosa zuppa di squalo – solo ad Hong Kong si consumano 1400 tonnellate di pinne all’anno. In Italia invece, paese in cui il consumo di carne di squalo e la pesca sono operazioni già vietate, continua l’opera di sensibilizzazione.

Parte sotto questa luce il progetto di Marevivo Riversea”, che ha recentemente coinvolto 60 ragazzi tra i 18 e 35 anni destinati a portare avanti progetti di educazione ambientale incentrati sulla salvaguardia degli squali e sulla promozione di una pesca eco-sostenibile.

L’intervento si diversificherà a seconda delle stagioni: dopo la start-up iniziale prende vita l’azione “summer”, che vede i giovani operativi in attività di sensibilizzazione rivolte ai bagnanti; seguirà l’azione “winter”, che porterà i giovani coinvolti a lavorare nelle scuole; mentre nella quarta e ultima azione, denominata “Insieme”, gli eco operatori saranno coinvolti in uno scambio delle esperienze attraverso un gemellaggio tra le realtà territoriali che hanno realizzato il progetto.

Sono infatti diverse le aree in cui le attività prenderanno piede: a Roma “i giovani Riversea” sono già all’opera all’Isola del Cinema, dove guideranno i visitatori in un sorprendente viaggio nel mondo degli squali. In Sicilia invece, nell’area marina protetta di Capo Gallo isola delle Femmine (Pa), il programma prevede la pulizia dei fondali e della spiaggia. Ad Eraclea Minoa (Ag), infine, si punterà sulla sensibilizzazione e la divulgazione direttamente sulle spiagge.

Resta da sottolineare, in conclusione, come la conoscenza sia la prima forma di tutela: sebbene in Italia sia vietato vendere e mangiare carne di squalo, molte associazioni, tra cui Shark Alliance, avvertono come il Belpaese non sia immune al consumo di questi animali: spesso dietro alla vendita di verdesca, smeriglio, vitello di mare (e non solo), si cela vera e propria carne di squalo. Meglio quindi evitare certi acquisti e verificare sempre, interpellando direttamente il pescivendolo, tipologia e provenienza del pesce che si sta comprando.

Fonte:http://gogreen.virgilio.it

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