Dopo l’ok del consiglio comunale nell’ultima seduta prima di essere sciolto.
Su quell’area, di circa mezzo ettaro, a due passi dal mare, costeggiata da pini di rara bellezza, in tanti hanno sognato un parco, il piccolo polmone verde di Cavo, uno dei paradisi turistici dell’Elba orientale, nel Comune di Rio Marina, oggi commissariato dopo roventi polemiche politiche legate anche all’urbanistica. E invece qui sarà costruito un edificio residenziale con tre appartamenti, piano terreno commerciale e l’immancabile parcheggio oltretutto sovradimensionato. Il progetto è previsto dal regolamento urbanistico del Comune di Rio Marina e sta provocando un vespaio di polemiche. Non solo tra gli ambientalisti, prima tra tutti Legambiente, ma anche tra alcuni cittadini che già in passato si erano battuti per salvaguardare l’area verde.
AMBIENTE – «La pensava così nel lontano 1972 anche la soprintendenza», spiega Umberto Mazzantini, responsabile di Legambiente Arcipelago Toscano, «che bocciò una richiesta di costruire nella stessa area. Anche oggi la costruzione sarebbe edificata in una zona di grande interesse paesaggistico davanti al mare. Il litorale, per la sua caratteristica bellezza, è elemento fondamentale delle coste dell’isola e deve rimanere intatto nella sua natura, come zona di rispetto, libero e sgombro da costruzioni».
OK AI LAVORI – L’ok ai lavori è stato approvato nell’ultima seduta prima delle elezioni del consiglio comunale, quella del 29 marzo 2011. «Il consiglio comunale, in riunione straordinaria, ha poi deliberato il procedimento di vendita di due particelle classificate come “area di verde pubblico” alla Maga srl di Pistoia», racconta Mazzantini, «decretando dunque al centro del lungomare di Cavo la nuova colata di cemento con l’impiego di particelle di terreno destinate originalmente a verde pubblico». Ambientalisti e abitanti della zona rilevano inoltre che la costruzione della «parte commerciale» del progetto servirà soltanto a mettere «in difficoltà i negozianti già piegati dalla crisi turistica ed economica». E infine chiedono al commissario e alle forze politiche di ripensare al progetto che ferirebbe ancora di più una delle zone più belle e a rischio cementificazione dell’Elba.
Fonte:www.corriere.it





