Prende il via oggi il quinto conto energia dedicato alle aziende e ai privati che hanno intenzione di installare sul proprio tetto o in un campo di proprieta’ i pannelli fotovoltaici. Gli incentivi sul fotovoltaico, pochi in verita’, prevedono un tetto massimo pari a 6,7 miliardi l’anno che stiamo pagando con la bolletta elettrica, parte dei quali sono gia’ stati destinati a chi e’ rientrato nel quarto conto.
Nella migliore delle ipotesi, i rimanenti 700 milioni stanziati potrebbero durare qualche mese. Le nuove disposizioni tagliano ma, in una certa misura, riqualificano gli incentivi al solare fotovoltaico, premiando con 0,02 euro al kWh le apparecchiature realizzate in Europa. Il nuovo conto prevede, infatti, due distinte tariffe incentivanti: una applicata solo all’energia immessa in rete (la cosiddetta tariffa omnicomprensiva) e l’altra solo all’energia auto- consumata (il premio autoconsumo) che, mediamente, per un consumatore domestico con impianto sotto i 3 kW copre circa il 30% di quella prodotta. Questa particolarita’ rende conveniente consumare quanta piu’ energia possibile di quella generata dall’impianto. Se a livello industriale la cosa e’ fattibile, va chiarito che orientare i propri consumi in maniera ottimale tra le mura domestiche risulta spesso difficile.
I costi di installazione sugli impianti domestici da pochi kW (consigliati fino a 3) non hanno subito variazioni. E’, infatti, piuttosto difficile scendere a prezzi inferiori ai 3.500 euro (Iva inclusa) per kW installato. Le differenze si notano anche tra Nord e Sud: a parita’ di impianto, infatti, un sistema da 2.2 kWp installato a Milano produce una media annua di 2.200 kWh e qui, per un ritorno di tipo economico, bisogna aspettare mediamente 19 anni. A Napoli lo stesso impianto riesce a produrre 2.800 kWh, con un ritorno economico che arriva dopo circa 14 anni dall’installazione. In entrambi i casi, rispetto ai precedenti conti, il tempo di rientro economico e’ cresciuto mediamente dai 2 ai 4 anni.
Fonte:www.ansa.it





