Gli italiani hanno imparato a sprecare meno acqua

 

Buone pratiche e scarsità della risorsa hanno abbattuto il consumo medio per uso domestico del 20%. È quanto emerge dal nuovo Rapporto Ispra sulla qualità dell’ambiente urbano.

Buone notizie sul fronte dello spreco idrico arrivano dal Rapporto 2012 sulla Qualità dell’ambiente urbano, messo a punto dall’Ispra –  Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale – sull’analisi dei dati relativi a 51 capoluoghi dello Stivale.  Italiani più accorti e meno spreconi sul consumo di acqua per uso domestico: confrontando il valore medio del 2010 (dati Istat) con quello del 2000, si riscontra una diminuzione pari a circa il 20%, sottolinea il rapporto. I problemi di limitatezza della risorsa idrica hanno sicuramente contribuito al risultato, portando 7 delle città oggetto di studio ad applicare nel 2010 “misure di razionalizzazione nell’erogazione dell’acqua per uso domestico”.

Se si guardano i dati Istat completi, fonte del Rapporto, rilevati in Italia nel decennio sopra indicato su un campione ancora più vasto di centri urbani, ben 116 capoluoghi di provincia, emerge come il consumo medio procapite di acqua per uso domestico sia diminuito nel 2010 quasi del 2% rispetto al 2009 (da 68 mq per abitante di è passati a 66,7). Inoltre, dal confronto con il valore medio del  2000, si evidenzia  un  trend in forte diminuzione (-13,1%).
Tornando al Rapporto Ispra, tra le città oggetto di studio, nel 2010 i maggiori consumi si registrano a Monza, seguita in ordine decrescente da Roma, Milano, Catania, Bergamo, Messina e Torino. La città in tal senso più virtuosa si è dimostrata Arezzo, seguita da Andria, Foggia, Prato, Forli, Reggio Emilia e Brindisi.
Rispetto al 2000, la più alta percentuale di riduzione dei consumi, in riferimento all’anno 2010, si registra ancora a Potenza (-36,6%), seguita da Torino (-29,6%), Piacenza (-26,8%), Novara (-26,6%), Genova (-26,0%), Parma (-25,2%) e Napoli (-21,4%). L’aumento più significativo dei consumi, invece, si osserva anche quest’anno a Messina (+17,2%), seguita da Sassari (+12,4%), Reggio Calabria (+7,7%) e Palermo (+4,6%).
Infine, i centri che hanno adottato misure di razionamento nell’erogazione dell’acqua per uso domestico si trovano esclusivamente al Sud: la Campania con Salerno (su porzione del territorio comunale per 23 giorni nell’anno 2010), la Sicilia con Messina e la Puglia con Foggia, Bari, Taranto, Brindisi e Andria.

Fonte:gogreen.virgilio.it

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