Appunti di viaggio: Cambogia paese d’acqua

 

A novembre la festa dell’acqua sul Mekong in Cambogia richiama migliaia di persone da tutta l’Asia. Questo elemento in questa parte di mondo, attraverso i monsoni, condiziona la vita di miliardi di persone. La fine della stagione delle piogge viene celebrata come auspicio per un arrivederci al prossimo anno.
La Cambogia a fine ottobre è ancora immersa nell’acqua, la viabilità è garantita per molte tratte da battelli e piroghe, il sole riappare e sino a maggio-giugno dell’anno seguente il sole sarà il protagonista assoluto, il ciclo delle stagioni e l’arrivo dell’acqua è determinante per la vita e sopravvivenza quotidiana. La dittatura dei Kmer Rouge ha lasciato dei segni indelebili sulla popolazione. Molte persone non sanno luogo e data di nascita, altri, moltissimi, hanno perso durante il genocidio di Pol Pot interi nuclei famigliari. E’ difficile affrontare con le persone l’argomento.
Oggi la Cambogia è un paese  povero ma cerca una sua dimensione economica e sociale, di fatto gravita intorno alla Cina che delocalizza qui molte attività produttive ed è retta da una monarchia. Un viaggio di turismo responsabile in Cambogia ti permette di entrare in contatto con la realtà locale, con i progetti e la gente che la vivono, di avere uno sguardo disincantato e realistico del paese.  Appena si atterra nei pressi della capitale e si percorre la strada che ci porterà in centro a Phnom Phen e si sale sui Tuktuk, mezzo di trasporto pubblico diffuso costituito da motociclette, con un divanetto a due ruote attaccato dietro, ci si accorge che in Asia le biciclette sono state tutte sostituite da motocicli, il vero mezzo di trasporto cambogiano.  Sono piccoli veloci e dai consumi ridotti, la modernizzazione di un paese vive anche di questi passaggi obbligati, nonostante la qualità dell’aria ne risenta enormemente. La Cambogia ti cattura subito per lo sguardo della sua gente.
Ne ho impressi nella testa a migliaia: uno sguardo umile, a tratti smarrito, a volte fiero e diffidente. Ma in ogni caso uno sguardo che si scioglie con un sorriso che viene ricambiato, senza moneta di scambio. Il cibo è ottimo, frutta , verdura e pesce alla griglia ( superbe le seppie giganti ) e per i più arditi ci si può imbattere in succulente prelibatezze locali … serpenti , ragni ecc.
Il periodo delle piogge è finito i corsi d’acqua e i fiumi sono ancora in piena, i cambogiani hanno una capacità millenaria di gestire la vita con questo elemento, così variabile ma così vitale. Interi villaggi si ergono su vere e proprie zattere di legno, la scuola, gli orti, le stalle…tutto è in balia del galleggiamento! Una vita nomade che segue il corso delle stagioni, quando l’acqua piano piano si ritira  l’intero villaggio la segue con il proprio universo di vita galleggiante.
Il sito archeologico di Angkor è un’autentica meraviglia. La foresta, con le possenti radici dei giganteschi alberi di ficus, si sta impossessando delle antiche mura dei templi in pietra, formando uno scenario inquietante, unico e suggestivo. La foresta si sta dunque riappropriando dei propri spazi. Ma la Cambogia è anche la terra dei parchi naturali. Primo per bellezza, fra tutti quelli vistati, è il Ream National Park.
In barca siamo approdati su sperdute ed inesplorate spiagge bianche. Abbiamo passeggiato tra foreste di mangrovie, ci siamo insabbiati e siamo stati soccorsi dai pescatori. Abbiamo fatto bagni e ci siamo anche un po’ arrostiti al sole. Ma è l’incontro con i progetti che rende realmente esclusiva questa visita nel sud est asiatico.  L’ospedale di Emergency di Battambang, The future, una cooperativa che avvia i ragazzi di strada alla professione di orefici, anche riutilizzando l’ottone delle mine esplose, Hope of Children un orfanotrofio gestito da un monaco buddista e M’lop Tapang il centro di “Aiutare i Bambini onlus” dove si affronta il drammatico tema dello sfruttamento sessuale.
Entrare in contatto con queste realtà aiuta a conoscere i mille volti anche quelli meno conosciuti di un paese, ci permette di entrare in relazione con le persone che li animano, ci guida in una visione critica e non mistificata dell’esperienza che viviamo anche se per così poco tempo. La Cambogia è un luogo affascinante, dove coltivare esperienze e lasciarsi andare allo scorrere dell’acqua, sia che ci troviamo su un piccolo battello lungo il fiume oppure a fare il bagno in mare. È un paese dove i ritmi sono scanditi dalla quotidianità di un popolo umile e dalla forte dignità.

Per un viaggio di turismo responsabile in Cambogia visitate il sito: www.viaggiemiraggi.org

Foto di Francesca Gazzaniga

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