WWF: un mare di motori contro un pugno di pesci

 

Un “mare di motori” contro un pugno di pesci: è questo il confronto impari che, attraverso il finanziamento con fondi pubblici a nuove imbarcazioni, emerge ancora una volta dall’accordo raggiunto ieri, dopo un estenuante dibattito, dai Ministri della pesca europei sul Fondo per la pesca marittima europea (FEAMP), che sostituirà l’attuale Fondo europeo della pesca (FEP)”. Così il WWF Italia commenta il nuovo accordo UE sulla pesca marittima.
«Questo accordo assegna delle sovvenzioni per l’ammodernamento delle navi (il 15% degli Stati membri possono accedere ai fondi tramite il Fondo per la pesca marittima europea da utilizzare per la ristrutturazione della flotta fino al 2017), nuovi motori e finanziamenti  per coprire le perdite economiche subite dai pescatori a causa della chiusura temporanea della pesca, il cosiddetto fermo biologico».
«Anche in questa occasione, al fine del mantenimento della pace sociale, si usano i soldi pubblici dei contribuenti, per pagare una categoria in crisi; e ciò è giusto ma non in maniera adeguata per riformare effettivamente il sistema della pesca in Italia e in Europa.  Siamo al governo del declino e non di fronte alla volontà di risolvere il problema».
«I ministri falliscono ancora una volta nel tentativo di riformare realmente la pesca in Europa: non si vuole realmente contrastare la sovraccapacità. Ci sono troppe barche e troppi pochi pesci. E a Bruxelles si è deciso di investire ancora nelle flotte, in nuovi pescherecci.
Solo cinque Stati membri (Germania, Svezia, Danimarca, Regno Unito e Paesi Bassi) si sono opposti agli aiuti per l’ammodernamento delle flotte,  la maggioranza degli altri Stati membri si sono espressi, invece,  a favore della modernizzazione delle barche, oltre al mantenimento del sostegno finanziario dell’UE per l’arresto temporaneo delle attività di pesca, il fermo biologico».
«Nonostante la retorica sulla necessità di fermare le attuali pratiche di pesca non sostenibili, i governi dell’UE stanno “facendo gli struzzi”; è la solita politica: si usa il denaro dei contribuenti per sovvenzionare un’ondata di attività di pesca e di acquacoltura distruttive, irrealistiche in questo contesto», commenta Marco Costantini, Responsabile del programma Mare del WWF Italia. «Il Fondo per la pesca marittima europea dovrebbe sostenere misure volte a migliorare la raccolta dei dati, delle conoscenze scientifiche degli stock ittici, promuovere la diffusione e l’adozione di attrezzi da pesca selettivi e, in ultima analisi, migliorare lo stato degli stock ittici, il benessere delle comunità costiere e l’industria della pesca. Non fare nuove barche. I governi devono smettere di spendere denaro pubblico per distruggere un bene comune».

L’APPELLO WWF AI PARLAMENTARI UE. «L’Italia è ormai famosa in Europa e nel mondo per come ha risolto la sovraccapacità della flotta per la pesca al tonno rosso – conclude Costantini – .Speriamo che i prossimi fondi FEAMP vengano usati oculatamente, per non inficiare quanto ottenuto con così tanta fatica negli anni passati. Se i ministri non vogliono una riforma reale della pesca, la speranza sta ancora nelle mani dei parlamentari europei. Il WWF su www.wwf.eu/stopbankrupting chiede a tutti di inviare un messaggio ai parlamentari europei che si occupano di pesca, perché abbiamo bisogno di una leadership che costruisca un futuro duraturo per la pesca e per i nostri mari, che allontani lo spettro della bancarotta della nostra industria ittica».

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