28 Aprile: Giornata mondiale vittime amianto

“Domani, come ogni anno si celebra la Giornata mondiale vittime amianto. Purtroppo però, il ripetersi di una celebrazione in memoria di queste vittime non ha ancora portato a risultati concreti nella nostra regione, nel paese, in Europa e nel mondo.
BioEcoGeo_amiantoPer i familiari delle vittime, tutti i giorni è il 28 Aprile. Non è così per chi ci governa a tutti livelli istituzionali. Nella regione Lazio, nonostante la stima dei morti ogni anno sia in aumento, stiamo ancora aspettando l’attuazione di un Piano Regionale Amianto che viene annunciato ad ogni cambio di Governatore. Consapevoli che anche nuove leggi possono essere peggiori del nulla se non sono quelle giuste e sostenute da adeguati finanziamenti, stiamo aspettando da troppo tempo l’approvazione di una legge per il proseguimento del Piano regionale amianto capace di recuperare i notevoli ritardi accumulati. Abbiamo richiesto un’audizione presso le commissioni competenti della Regione Lazio nel mese di giugno 2014 e presentato una nostra proposta, ma stiamo ancora aspettando di essere convocati.
Il Piano Nazionale Amianto, messo faticosamente insieme dai passati governi, sebbene insufficiente nella sostanza, non è stato neanche preso in considerazione dall’attuale premier che rottama tutto tranne l’amianto, che fa tutto velocemente, tranne risolvere problemi urgenti come le bonifiche e la cura del territorio, emergenza e occasione di lavoro per molti. Assai discutibile la previsione di fondi governativi solo per “alcuni siti” e che l’estensione del Fondo Vittime Amianto non sia ancora stata estesa a tutti, anche a coloro che si sono ammalati per esposizione familiare in tutta Italia e non solo in “alcuni siti”. Le vittime e i malati non possono essere discriminati geograficamente!
In Europa si tace su ciò che riguarda il bene dei cittadini e si guarda con attenzione all’andamento dei mercati, ai bilanci e a salvaguardare gli interessi di pochi potenti. Non si è ancora provveduto a vietare tutti i tipi di amianto: silicati fibrosi dannosi per la salute umana che vengono utilizzati (ad insaputa dei cittadini) e ignorati dalla normativa vigente che ne considera solo sei su quattrocento esistenti in natura. I morti di amianto o i desaparecidos del mare sono realtà assai simili di un sistema che considera le persone come cose. Stragi di innocenti i cui mandanti continuano impuniti i loro affari. Ne è un esempio “The Cape Asbestos Company Ltd”, in Italia Capamianto Spa, per la quale hanno lavorato coibentisti tutti deceduti (tra i quali mio padre, mio zio e mio cugino) per asbestosi e mesotelioma. Questa multinazionale dichiarò fallimento in Italia nel ’75 e nonostante abbia causato milioni di morti in tutto il mondo non ha mai pagato per i crimini commessi, né i governi italiani hanno mai richiesto risarcimenti, come invece è stato fatto in Gran Bretagna e in Sudafrica. La Cape plc (Cape Asbestos Company) è tutt’ora una multinazionale molto attiva nel campo dei rivestimenti, coibentazioni, verniciature, settore del gas, petrolchimico e nucleare, in Gran Bretagna, Europa, Asia, Africa, Medio-Oriente, Australia…..e in paesi dove l’amianto non è ancora stato vietato.
Sollecitiamo dunque tutte le istituzioni e i responsabili degli organi competenti affinché si dia corso alle bonifiche dei territori, alla sorveglianza sanitaria e alla gratuità delle cure per gli esposti professionali, familiari e ambientali che si sono ammalati di patologie asbesto-correlate; all’apertura di Sportelli Informativi Amianto; al divieto effettivo di utilizzo dell’amianto (che superi la dismissione graduale dell’amianto prevista nel ’92) con la definizione un termine perentorio per le bonifiche; all’avvio di una richiesta di indennizzo da parte del Governo italiano a valere sul fondo della Cape plc anche per tutti i lavoratori italiani (ex Capamianto Spa di Genova, La Spezia, Torino e Taranto) deceduti a causa dell’amianto.”

Comitato Esposti Amianto Lazio

 



Redazione

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