Poopò, il lago che scompare e che riguarda tutti

Immaginate un’intera provincia italiana che da un giorno all’altro scompare. Immaginate la provincia di Mantova, con i suoi 2.341 chilometri quadrati, per esempio.
Ora immaginate un lago grande quanto la provincia di Mantova che scompare, con i suoi 2.337 chilometri quadrati. Stiamo parlando del Lago Poopò, il secondo lago della Bolivia dopo il Titicaca. Di questo bacino immenso oggi non resta che sabbia. È un fenomeno che accade ciclicamente, perché il lago è alimentato e sostenuto dall’altro grande lago, il Titicaca appunto. Ma in questi ultimi tempi il fenomeno è diventato più preoccupante e l’aridità decisamente più massiccia. Tanto che si inizia a usare il termine di prosciugamento.

This photo combo of satellite images provided by the USGS shows Lake Poopo filled with water on Oct, 11, 1986, left, and almost dry on Jan. 16, 2016, right, in Bolivia. As Andean glaciers disappear so do the sources of Poopo’s water. Along with glacial melting, authorities say another factor is the diversion of water from Poopo’s tributaries, mostly for mining but also for agriculture. (USGS via AP)

Lago Poopo nel 1986 quando ancora l’acqua era presente e ai giorni nostri (gennaio 2016) da riprese satellitari- National Geographic

Il prosciugamento del Lago Poopò è l’ennesimo disastro ambientale che siamo costretti a raccontarvi.

Le cause?
Le eccessive estrazioni minerarie connesse ai fenomeni di inquinamento nel dipartimento di Oruro e la siccità portata da El Niño (il fenomeno climatico che si ripresenta periodicamente in media ogni 5 anni e che si riferisce a una variazione della temperatura superficiale del mare, ndr) hanno portato alla distruzione di un intero ecosistema composto da centinaia di specie animali (secondo i biologi 75 specie di uccelli hanno abbandonato il bacino), ittiche oltre che arboree.
Questo disastro ricorda un altro amaro scenario già visto in precedenza con un altro grande bacino idrico dell’Asia Centrale (circa 17mila chilometri quadrati) situati tra il Kazakistan e l’Uzbekistan: il Lago D’Aral.
Parentesi: Con una superficie di 68 mila chilometri quadrati (quasi quanto tutto il sud Italia, ndr) il lago uzbeco ha visto diminuire il suo volume già dal 1960 fino ad arrivare nel 2007 al 10% della dimensione originaria.

Nel 2002 il governo peruviano aveva provato ad attenzionare la criticità della situazione del Poopò. Dopo tredici anni di mancate risposte senza un adeguamento normativo, dopo l’aumento delle temperature legato allo sfruttamento dei combustibili fossili e alla scomparsa dei ghiacciai andini, la situazione del lago non poteva che precipitare fino alla via di non ritorno. Nel corso degli anni ovviamente non sono mancati gli studi intorno al bacino idrico. Secondo uno studio condotto dal consorzio tedesco Gitec-Cobodes, il Poopò nel solo 2013 ha ricevuto 161 miliardi in meno di litri d’acqua, una quantità vitale per mantenere il suo l’equilibrio. Nel 2014, invece, l’Universitad Tecnica rilevò un altissimo contenuto di metalli pesanti presenti nelle acque del lago, fatto empiricamente dimostrato con la morte di centinaia di migliaia di pesci.

La scomparsa del Poopò purtroppo non resterà un caso isolato: l’intera area delle alture andine è in pericolo. La stessa capitale, La Paz, proprio a causa dell’aumento delle temperature potrebbe fare i conti con una terribile siccità. A confermare quanto detto, uno studio commissionato dal governo boliviano: “in questo habitat i cambiamenti sembrano essere irreversibili e gli ecosistemi sono sempre più fragili”.

bolivia-poopò



Stefania Divertito

Stefania Divertito, è giornalista d’inchiesta, specializzata in tematiche ambientali. Numerose le sue inchieste anche su argomenti delicati. Per citarne alcune: Uranio, il nemico invisibile; Amianto, storia di un serial killer; Toghe verdi, storie di avvocati e battaglie civili. Il suo ultimo lavoro è anche la sua sfida: un romanzo thriller con sullo sfondo il tema dello smaltimento illegale di amianto. Ha vinto il Premio Pasolini nel 2013 ed è stata cronista dell’anno nel 2004.


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