Sesto Fiorentino, 272 camici bianchi dicono “No” alla realizzazione dell’inceneritore

272 camici bianchi, tra ospedalieri, universitari, specialisti e medici di famiglia hanno detto No alla realizzazione dell’inceneritore di Sesto Fiorentino, comune di circa 50mila abitanti alle porte di Firenze.

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Per i sanitari, quella dell’inceneritore è “una scelta pericolosa per la salute dei cittadini, calata dall’alto e blindata politicamente”.

Di questo impianto se ne parla da oltre dieci anni. A portare di nuovo il dibattito agli onori della cronaca è il rinnovo della giunta comunale a Sesto, che vede contrapposti, al voto di ballottaggio del 19 giugno, Lorenzo Zambini del Partito Democratico (che sostiene che non si piò fermarne la realizzazione, ma solo sorvegliarne e limitarne l’eventuale impatto ambientale) e Lorenzo Falchi sostenuto da Sinistra Italiana, deciso a bloccarlo.  Come in altre città italiane anche Sesto Fiorentino ha avuto una campagna elettorale non proprio trasparente. Il comitato Mamme No Inceneritore ha raccolto diverse testimonianze di cittadini a cui è stato somministrato un sondaggio telefonico, riguardante l’inceneritore, di dubbia provenienza. “Il sondaggista  – si legge dalla pagina Facebook del comitato – si è presentato come ISTAT oppure come sondaggista che svolgeva indagini per conto del Comune di Sesto Fiorentino. Abbiamo quindi indagato e chiesto al Comune di Sesto Fiorentino e a diversi enti pubblici e istituzionali. Tutti hanno negato di aver mai dato l’ok a un sondaggio su elezioni e inceneritore”.

Per i camici bianchi con l’approvazione del dispositivo si autorizzerebbe ad emettere ogni ora 170.000 N/m3 di fumi tossici con un forte aumento dei rischi per la salute. Stiamo parlando di emissioni annue di “cancerogeni per 6,7 tonnellate di particolato totale sospeso PTS (per oltre l’80% costituito da PM2,5, in cui è compreso il particolato ultrafine); 134,6 kg. di mercurio, 134,6 kg di cadmio e tallio, 13,5 kg di IPA, nonché 135 mg di diossine”.

Il dottor Massimo Generoso, pediatra e firmario della proposta per il “NO”, evidenzia come la qualità di vita tra i bambini sia peggiorata negli ultimi anni. “Con l’inceneritore –  spiega il pediatra – sarà possibile la trasmissione di malattie croniche di figlio in figlio”. Marco Paganini, medico di famiglia, pone invece il problema sulla contaminazione degli ortaggi nell’area. Proteste fantasma per il sindaco di Firenze, Dario Nardella, il quale ha spiegato che “ 27 enti sono già stati coinvolti nella procedura di autorizzazione e hanno dato tutti parere favorevole, nel 2007 c’è stata la valutazione impatto sanitario, nel 2014 di impatto ambientale, nel 2015 integrata e poi una valutazione totale ambientale”.

Il messaggio del primo cittadino è chiaro: l’inceneritore si farà.



Roberto Malfatti

Roberto Malfatti, sociologo, appassionato di fotografia, rockettaro quanto basta. Da sempre combattente e studioso delle tematiche ambientali. Tra i fondatori della rete Napoli Est Brucia che rivendica il risanamento del territorio di Napoli Est dall'inquinamento selvaggio delle raffinerie.


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