La Solvay di Rosignano, tra condanna e proteste dei sindacati

La Solvay Chimica Italia s.p.a, di Rosignano è stata condannata a risarcire per danni un ex-dipendente affetto da placche pleuriche da amianto.

solvay

Questo è quanto ha deciso il Tribunale di Livorno, sezione Lavoro, in una sentenza destinata a segnare un punto importantissimo per il riconoscimento anche giuridico delle vittime di amianto, ammalatesi durante la loro esposizione nelle ore di lavoro.
Il 7 luglio sono stati celebrati nella città toscana sette procedimenti, 4 affidati alla Dott.ssa Sbrana e 3 alla Dott.ssa Calò, per risarcimento danni da amianto per casi di mesotelioma, tumori polmonari e placche pleuriche per lavoratori già dipendenti di Solvay SA e Solvay Chimica Italia S.p.A., tutti assistiti dall’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Ona (Osservatorio Nazionale Amianto), coadiuvato dai colleghi Isabella Sardella e Saverio Rossi. In un caso, il tribunale ha condannato l’azienda a un risarcimento per l’importo di 2.577,06 euro, oltre al pagamento delle spese legali.

Questa sentenza segna un’inversione di tendenza. Confidiamo quindi nell’accoglimento di tutte le altre istanze di giustizia – dichiara Bonanni, attreverso un comunicato ufficiale dell’Osservatorio – riferite a tutte le altre posizioni degli altri dipendenti e lavoratori dell’indotto e familiari esposti e vittime dell’amianto, utilizzato nello stabilimento Solvay di Rosignano“.

Soddisfazione è stata espressa anche da Massimiliano Posarelli, figlio di Romano Posarelli, deceduto per l’esposizione ad amianto proprio in Solvay, e coordinatore della sede ONA di Rosignano e da Antonella Franchi, del coordinamento regionale ONA.

La Solvay di Rosignano è in questi giorni al centro delle polemiche anche per altri motivi, sempre riguardanti i diritti dei lavoratori e, in particolare, per le nuove norme sulla sicurezza e la disparità di trattamento tra dipendenti e lavoratori “esterni”, quelli delle ditte appaltatrici, che sono circa duecento. Lo stabilimento di via Piave ha adottato il sistema Lrs (Life Saving Rules), un insieme di regole per contenere gli incidenti sul lavoro e quindi garantire maggior sicurezza ai dipendenti, un metodo che, se applicato, riduce sensibilmente infortuni e morti bianche. Un metodo considerato positivo, ma ad essere contestata è l’applicazione delle sanzioni. Lo sviluppo del progetto Lrs fornisce infatti, nero su bianco, il tipo di “conseguenza” rispetto alle infrazioni eventualmente fatte da un dipendente. E, come hanno notato i lavoratori delle ditte esterne, prevede una netta distinzione fra le conseguenze previste per il personale Solvay e quello di ditte esterne. Spiega Davide Romagnani, della segreteria Fiom Cgil, in un’intervista rilasciata a Il Tirreno: “Per la prima e la seconda infrazione le conseguenze sono quasi uguali, ma alla terza il trattamento cambia. Per il dipendente Solvay è previsto un richiamo formativo, colloquio con il direttore e applicazione del contratto nazionale, che prevede un ventaglio molto ampio di sanzioni fino a un massimo di tre giorni di allontamento dal posto di lavoro. Invece, se la terza infrazione in materia di sicurezza è fatta da un dipendente di ditte esterne è previsto un richiamo formativo e allontanamento dallo stabilimento, con ritiro del badge. Di fatto si toglie il lavoro al dipendente, se la ditta appaltatrice non ha altri cantieri dove inviarlo.” Il centro della questione non è, chiaramente, la regola salvavita che è di per sé positiva, ma la logica premiale per chi segnala infrazioni e, di contro, la decadenza del premio stesso se si verificano infortuni per inosservanza delle regole. La Solvay ha diviso i suoi dipendenti in tre gruppi che devono segnalare problemi degli impianti ma anche il corretto uso dei dispositivi di sicurezza. Ogni segnalazione vale un punto e, al termine del periodo, il lavoratore che ha segnalato più infrazioni riceverà 500 euro. Non solo, il gruppo a cui appartiene tale dipendente riceverà 3mila euro da suddividere. Se si verifica un infortunio, i premi decadono, con allontanamento dallo stabilimento. È evidente che da una parte i lavoratori Solvay sono incentivati a fare le segnalazioni, e dall’altra a non segnalare infortuni, anche gravi, nel loro gruppo perché il rischio è quello di perdere i soldi del premio.

Una presa di posizione netta, non solo per i rappresentanti dei lavoratori esterni, ma di tutti i dipendenti Solvay che hanno convocato per lunedì 18 luglio, nei locali del consiglio di fabbrica, una riunione dei rappresentati di tutte le ditte del parco industriale per discutere e trovare proposte concrete per non creare fratture  tra i lavoratori.



Roberto Malfatti

Roberto Malfatti, sociologo, appassionato di fotografia, rockettaro quanto basta. Da sempre combattente e studioso delle tematiche ambientali. Tra i fondatori della rete Napoli Est Brucia che rivendica il risanamento del territorio di Napoli Est dall'inquinamento selvaggio delle raffinerie.


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