“Secchiello Stop”, educare al rispetto del mare

Si chiama “Secchiello Stop”, parte della Riviera di Ponente, in Liguria, in particolare da Diano Marina, ma coinvolge altri comuni liguri e diverse associazioni ambientaliste. E’ la campagna di sensibilizzazione dell’Associazione Sportiva Dilettantistica e di Promozione Sociale ASD InfoRmare, supportata per il terzo anno consecutivo da Lions Club Diano Marina, che ha come obiettivo quello di far riflettere gli adulti affinché educhino i bambini a rispettare il mare e i suoi abitanti.

granchio

 

Sono tanti gli animali marini che diventano passatempo e gioco per bambini male educati o non educati per niente dai genitori che, anzi, vedono il divertimento con occhio benevolo, nel fare veri blitz sulle spiagge per catturare gli animali. Nei secchielli e nei retini finiscono, così, granchi, patelle, piccoli pesci, meduse e molto altro. Per tutti loro la fine è certa: anche se liberati, dopo avere passato ore in un secchiello sotto il sole a temperature che in un contenitore così piccolo diventano altissime, muoiono in poche ore. La biologa marina Monica Previati, referente scientifico dell’associazione, presentando la campagna, spiega bene le motivazioni dell’intervento: “Tutti, quando eravamo piccoli abbiamo preso un granchio con il retino oppure staccato una patella dal suo scoglio o sotterrato una medusa pensando fosse stata proprio quella ad averci punto, pensando che sia divertente e che, soprattutto, non abbia conseguenze sull’ambiente. Invece ci sbagliamo; questo nostro comportamento ha conseguenze molto gravi ed è principalmente una questione di numeri. Proviamo a fare qualche esempio. Patella ferruginea è un mollusco, a oggi il principale invertebrato marino a rischio di estinzione e per questo uno dei più protetti dalla legislazione comunitaria e internazionale. La sua sfortuna è stata quella di essere la più grande patella del Mediterraneo, con un diametro che può arrivare fino a 8 cm e per questo raccolta indiscriminata a scopo alimentare, collezionistico o come esca per la pesca. Il prelievo degli individui più grandi, che sono femmine adulte sulla cui conchiglia di frequente vivono i piccoli (che quindi vengono uccisi con la raccolta della madre), ha aggravato drammaticamente i risultati negativi di una raccolta eccessiva e incontrollata. Ma gli esempi sono molti altri: dal dattero di mare ai cavallucci marini, tutti animali un tempo comuni e oggi a rischio di estinzione perché commestibili o semplicemente perché belli da collezionare.” La biologa prosegue parlando di numeri: “Se tutti i bambini e i ragazzi e gli adulti, che ogni estate trascorrono le vacanze lungo le coste italiane, prendessero anche solo un piccolo animale al giorno, centinaia di migliaia di esemplari verrebbero uccisi per niente, solo per poter far trascorrere mezz’ora di gioco ai nostri figli e di relax a noi. Questi animali hanno un particolare meccanismo che si chiama homing, grazie al quale sono in grado di ritornare esattamente nel punto da cui sono partiti, punto ben preciso in cui la conchiglia aderisce perfettamente alla roccia e che permette loro di sopravvivere anche fuori dall’acqua.”

La campagna intende riportare gli animali marini alla stessa dignità degli altri animali, per cui pure fioccano iniziative per vietarne e punirne i maltrattamenti. E’ utile, infatti, ricordare che oltre ad essere un comportamento lesivo dell’ecosistema marino, è anche un atto perseguibile penalmente, come sancisce l’art. 544-ter c.p., che “punisce chiunque per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione a un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche, rischia la reclusione da tre mesi a un anno o la multa da 3.000 a 15.000 euro”. Da evidenziare, quindi, che l’iniziativa ha molteplici valenze che vanno dal semplice rispetto della legge penale all’educazione di genitori e figli a non maltrattare gli animali marini e non danneggiare la catena dell’ecosistema, dal non far passare ai più piccoli il discutibile messaggio che si possa disporre a proprio piacimento di qualsiasi specie indifesa e facilmente catturabile e, infine, alla scoperta di giochi alternativi più educativi e meno dannosi per l’ambiente. Osservarli nel loro habitat invece di catturarli, ad esempio con una passeggiata sulla spiaggia per vedere che cosa il mare restituisce. A parte i pezzi di plastica, si possono trovare ancora conchiglie, gusci di riccio, alghe e altro. Se poi ci si avvicina agli scogli si possono vedere granchi, patelle, chiocciole di mare vive, che si muovono e si spostano alla ricerca di cibo e spesso piccoli gamberetti e pesci, magari anche una stella marina o un pomodoro di mare nascosti negli anfratti. E per i figli un po’ più grandi, invece, si può usare la maschera e guardare gli animali nel loro ambiente naturale. Solo così sarà possibile vederne le interazioni e i reali comportamenti, quelli che si perdono quando li catturiamo e li buttiamo dentro ad un secchiello.

 

 

 

 



Deborah Divertito

Criminologa, ricercatrice e tifosa del Napoli. Da sempre attenta alle tematiche sociali e ambientali. Co-fondatrice della Cooperativa Sociale Sepofà, mi occupo di promozione editoriale e culturale. Il mio libro preferito? “Il Giovane Holden” di J.D. Salinger


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