Fashion Week di Londra, ecco il primo manichino biodegradabile

La passerella diventa green e alla settimana della moda di Londra arriva il primo manichino biodegradabile della storia. E’ stato presentato nella capitale d’oltremanica, ma è un’invenzione che parla assolutamente italiano.

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L’azienda che l’ha ideato, progettato e costruito è emiliana, in particolare di Cento, provincia di Ferrara, e l’ha fabbricato con derivati della canna da zucchero e altre sostanze organiche sostenibili. Il risultato, quindi, è interamente riciclabile. Bonaveri, azienda già leader nella produzione di manichini di alta gamma, introduce così una novità rivoluzionaria per l’innovazione tecnologica che consente ora di produrre manichini in B Plast®, una plastica naturale che deriva al 72% dalla canna da zucchero, verniciati con B Paint®: la prima vernice naturale composta esclusivamente da sostanze organiche rinnovabili. Il progetto è iniziato nel 2012 quando la Bonaveri chiese al Politecnico di Milano di realizzare la Life Cycle Assessment, cioè l’analisi del ciclo di vita del manichino, per misurare l’impatto ambientale di ciascuna fase: dalla progettazione alla spedizione finale dei prodotti. E proprio questa capacità di analisi ha indicato nella materia prima utilizzata la criticità maggiore e nel fine vita del manichino la vera rivoluzione da cogliere.

Lavorando con istituti di ricerca specializzati nei bio polimeri si è così arrivati a mettere a punto una bio plastica caratterizzata da un elevatissima percentuale di materia naturale (il 72%) che la rende una plastica naturale, da fonte rinnovabile e biodegradabile.

L’azienda italiana ha presentato il nuovo manichino ecosostenibile al Green Carpet Challenge 2016 (GCC), un’iniziativa creata da Livia Firth, fondatrice di Eco-Age, società londinese di consulenze per la ricerca di soluzioni etiche e sostenibili, che ha organizzato la serata insieme al marito, l’attore premio Oscar Colin Firth. L’evento, che fa da cornice alla Fashion Week di Londra, è dedicato a promuovere l’etica della responsabilità sociale e ambientale nel mondo della moda e la sua sostenibilità, mostrando che è possibile unire etica ed estetica. Intitolata “A night to remember” (Una notte da ricordare), l’iniziativa comprendeva, oltre all’introduzione dei manichini-bio, una mostra di iconici abiti vintage firmati da Hubert du Givenchy, John Galliano, Alexander McQueen e la prima di “The first Monday in May” (Il primo lunedì di maggio), il film documentario di Andrew Rossi sul Met Gala, la famosa cena di beneficenza presieduta ogni anno nel museo newyorchese dalla direttrice di Vogue e direttrice artistica della Condé Nast Anna Wintour. Moda, cinema ed ecologia: un connubio perfetto rappresentato da aziende leader nei propri settori, unite dalla voglia di dimostrare che oggi la sostenibilità è la storia più magica del fashion. Anche grazie a un manichino.



Deborah Divertito

Criminologa, ricercatrice e tifosa del Napoli. Da sempre attenta alle tematiche sociali e ambientali. Co-fondatrice della Cooperativa Sociale Sepofà, mi occupo di promozione editoriale e culturale. Il mio libro preferito? “Il Giovane Holden” di J.D. Salinger


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