Bio shopper, in arrivo guanti e sacchetti per ortofrutta biodegradabili

Tutti sappiamo che già da qualche anno in Italia ormai è vietata la vendita di shopper per la spesa monouso non biodegradabili, ma avete presente i guanti e i sacchetti per i prodotti ortofrutticoli che si trovano al supermercato?

verdura

Ecco, quelli non fanno ancora parte del divieto, ma manca poco e la rivoluzione in termini di sacchetti più ecologici sarà compiuta. Il Consiglio dei Ministri, infatti, ha stabilito con un decreto legislativo finalizzato alla riduzione di borse di plastica in materiale leggero, in attuazione di una  direttiva UE, che dal 1 gennaio 2018 i nuovi sacchetti per la notsra spesa di frutta e verdura dovranno essere assolutamente biodegradabili.
Al margine della riunione, è stata diffusa la nota in cui si afferma che “considerato l’elevato livello di inquinamento ambientale riconducibile ai rifiuti di borse di plastica, il provvedimento mira a prevenirne o ridurne l’impatto, prevedendo tra l’altro il divieto di fornitura a titolo gratuito delle borse di plastica ammesse al commercio e la progressiva riduzione della commercializzazione delle borse di plastica fornite a fini di igiene o come imballaggio primario per alimenti sfusi diversi da quelli compostabili.” I punti del provvedimento erano già previsti dalla Legge di delegazione europea 2015, che raccomandava anche l’utilizzo, per i sacchetti ortofrutta, di materia prima rinnovabile.

Dunque, tra poco più di un anno anche i supermercati italiani saranno obbligati a fornirci guanti e sacchetti bio per pesare e portare a casa la nostra spesa di frutta e verdura, in linea con molti altri paesi europei che hanno recepito la direttiva europea prima di noi, come ad esempio la Francia.

Le eccezioni
Qualcuno, a dir la verità, ci aveva già pensato a diffondere buone prassi e a sostenere l’ambiente attraverso scelte di packaging precise. Sono poche e riguardano alcune catene come Unicoop Firenze ed Eataly. Quest’ultima ha scelto di utilizzare  materiale compostabile anche per i sacchetti destinati all’asporto di merce, per le posate e i bicchieri distribuiti nei ristoranti della catena, oltre ai sacchetti per frutta e verdura, guanti e prodotti per il secondo imballo dei prodotti freschi di macelleria e pescheria. Già nel 2014, invece, Coop aveva avviato  una sperimentazione in alcuni punti vendita  a livello nazionale con sacchetti ortofrutta in materiale compostabile affiancati a quelli tradizionali, per valutare l’atteggiamento del consumatore di fronte al nuovo shopper. Così come i supermercati del gruppo EcorNaturaSì, che comprendono i marchi Cuorebio e NaturaSì, propongono nel reparto ortofrutta buste di carta e shopper in Mater-Bi o in Biocartene, derivati rispettivamente dall’amido di mais e dall’amido di patata.

Mosche bianche, già specializzate in prodotti biologici e da sempre molto attente all’ambiente, ma che fanno ben sperare. Non ci resta che aspettare che tutti gli altri si allineino, magari anche prima che questo sia obbligatorio!



Deborah Divertito

Criminologa, ricercatrice e tifosa del Napoli. Da sempre attenta alle tematiche sociali e ambientali. Co-fondatrice della Cooperativa Sociale Sepofà, mi occupo di promozione editoriale e culturale. Il mio libro preferito? “Il Giovane Holden” di J.D. Salinger


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