Roma, dodicimila morti per inquinamento dal 2006 al 2015

Dodicimila  decessi a Roma per inquinamento dal 2006 al 2015. Questo è il dato shock rivelato della ricerca condotta a Roma dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario, dall’ASL Roma 1 dalla Regione Lazio e disponibile on line da pochi giorni (scaricabile in PDF dal sito di Peacelink).
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Tra i curatori della ricerca c’è anche il dott. Francesco Forastiere, lo stesso epidemiologo che ha coordinato l’indagine sui decessi a Taranto collegati all’inquinamento industriale. Proprio pochi mesi fa il paragone tra Taranto e Roma, tirato fuori dal governo per minimizzare il dramma di Taranto, nascondendo in realtà un quadro altrettanto drammatico della capitale che vive silenziosamente e con rassegnazione una devastante situazione sanitaria causata dalle polveri sottili (PM 2,5). Tanto che lo studio del dott. Forastiere invita le autorità pubbliche a realizzare interventi strutturali per una riduzione di emissioni di particolato. Si legge nella relazione: “Malgrado l’impatto sia diminuito negli anni, nel 2015 si sono stimati circa 1000 decessi prematuri attribuibili all’inquinamento da PM2.5. Per il decennio 2006-2015, l’inquinamento atmosferico della città è stato responsabile di circa 12.000 decessi prematuri. I dati presentati, pur in presenza di una lenta diminuzione delle concentrazioni, sottolineano la rilevanza sanitaria della esposizione ambientale ad inquinanti. I risultati sollecitano l’adozione di interventi strutturali radicali per la riduzione delle emissioni, in particolare dei veicoli diesel, e la conseguente riduzione della esposizione della popolazione e degli effetti sanitari

Il confronto Taranto-Roma. E’ stato fatto il governo con uno scopo diverso, ma avrebbe dovuto già generare un sinistro sospetto e provocare qualche interrogativo. Mentre è sembrato voler evidenziare un ritorno di Taranto alla normalità,  quello che emerge con questa ricerca è invece che Roma è fuori controllo, proprio come Taranto, anche se per cause differenti. Sotto accusa i veicoli diesel e il riscaldamento a biomasse, da disincentivare. Impressionanti sono i dati emersi nella Capitale nel solo mese di dicembre 2015, in un’altra ricerca dal titolo “Inquinamento atmosferico ed effetti sulla salute a Roma nel mese di dicembre 2015“: “In questo periodo sono stati stimati 26 decessi, 20 ricoveri e 30 accessi al Pronto soccorso per cause cardiorespiratorie attribuibili all’esposizione a PM10 al di sopra dei limiti di legge. L’impatto sanitario degli episodi di inquinamento si somma agli effetti a lungo termine degli inquinanti.

I dati contenuti nella ricerca devono far riflettere i romani, così come tutti i cittadini delle grandi città. Perchè se è vero, com’è vero, che le morti per inquinamento esistono anche in città diverse da Taranto, chiaramente per diversi motivi, ciò significa solo che non si deve abbassare la guardia e che essere informati è fondamentale per poter contrastare chi minimizza. E’ chiaro che laddove il problema scoppia e il territorio comincia ad essere sensibilizzato su battaglie comuni, è più facile che ci sia una reazione. Per questo,  se a  Roma si chiede cosa è la diossina potrebbe fare  scena muta, mentre a Taranto (o nella Terra dei Fuochi) quella parola la conoscono tutti, anche i bambini. A Roma manca un movimento di ecosentinelle, la gente non sa dove consultare i dati del benzo(a)pirene, non sa neppure cosa sia perché nessuno glielo dice.  In un contesto di debole preparazione e di scarsa pressione sociale, il rischio è che a Roma si indaghi poco e si faccia il minimo sindacale. I dati di questa ricerca sollevano la preoccupazione che  Roma possa essere un un po’ come  per Taranto venti anni fa: inquinata, ma poco attenta. Ad esempio gli IPA (idrocarburi policiclici aromatici) cancerogeni a Roma ha dei picchi elevatissimi in alcune vie come il Lungotevere (http://dati.camera.it/ocd/aic.rdf/aic4_14779_16).

E allora, verrebbe da dire che se Taranto è paragonabile a Roma, allora è il caso di prendere in seria considerazione i dati sulla mortalità per inquinamento e si accolgano le indicazioni contenuti nello studio.



Deborah Divertito

Criminologa, ricercatrice e tifosa del Napoli. Da sempre attenta alle tematiche sociali e ambientali. Co-fondatrice della Cooperativa Sociale Sepofà, mi occupo di promozione editoriale e culturale. Il mio libro preferito? “Il Giovane Holden” di J.D. Salinger


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