Ercolano, una mostra fotografica per parlare di ambiente e salute

Una mostra, per parlare di salute e ambiente, ma non solo. Presentazioni di libri e messe a suffragio per le vittime di tumori e leucemie.  Questo il parterre di eventi in programma dal 10 al 12 febbraio nella città vesuviana per sensibilizzare la popolazione sullo sversamento di rifiuti nell’area.

Ercolano, una mostra fotografica per parlare di ambiente e salute_bioecogeo

Per molti, l’inquinamento della zona vesuviana esce dal perimetro della Terra dei Fuochi. Forse è proprio per questo che i locali hanno ribattezzato la zona  “Terra dei Fuochi Vesuviana”. Eppure, nonostante la mancanza di un’etichetta degna di nota il Parco Nazionale del Vesuvio è diventato una delle discariche abusive più grandi d’Italia. Ercolano, Terzigno, Boscoreale. I veleni nell’area vesuviana sono seppelliti ovunque ed hanno contaminato le falde acquifere, oltre che condannato a morte – con tumori e leucemie – migliaia di persone.

Per sensibilizzare la popolazione locale sulla questione, un gruppo di associazioni e parrocchie del territorio hanno deciso di creare una tre giorni dedicata ad ambiente e salute dal titolo “Custodiamo la Madre Terra, per essere uomini e donne di vita”. La rassegna è stata ideata dall’associazione Giovani per il Territorio di Ercolano, l’associazione Salute Ambiente Vesuvio, la Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù e la Cooperativa Sociale Sepofà. Gli eventi – previsti dal 10 al 12 febbraio – prevedono messe per le vittime  di tumori e leucemie, una mostra fotografica e due presentazioni di libri. Partiamo dall’esposizione fotografica.
La mostra “Contraddizioni” – di Antonio Cozzolino, a cura dei Giovani per il Territorio –  vede come oggetto delle modelle che passeggiano tra i rifiuti del territorio ercolanese.

“L’idea di fotografare delle modelle nei pressi di cumuli di rifiuti – racconta Domenico Sannino, presidente di Giovani per il Territorio – nasconde anche una vena goliardica e ha come scopo quello di avvicinare la gioventù (e non) ai temi che spesso è difficile accettare e su cui a volte si preferisce sorvolare. Utilizzando delle modelle si vuole sottolineare la dicotomia tra la bellezza inestimabile dei nostri paesaggi e lo scempio causato dall’uomo che li sta distruggendo a suon di roghi tossici, interramento e sversamento di rifiuti”.

Per quanto concerne invece la parte letteraria dell’evento – affidata alla Cooperativa Sociale Sepofà – verrano presentati due libri: l’ecothriller di Stefania DivertitoUna Spiaggia Troppo Bianca”, storia di una giornalista che si ritrova ad indagare sullo sversamento illecito di amianto, e l’antologia di racconti “Radici Emergenti – Storie di Identità e Territori” a cura del Sepofà.

“Ci aspettiamo una grande partecipazione”, dichiara Sannino.  “Ci proponiamo di riaccendere negli abitanti del territorio vesuviano la speranza del cambiamento. Questo può avvenire soltanto con la partecipazione attiva e il lavoro dei cittadini che, uniti, potranno riuscire dove la politica e le istituzioni hanno fallito”.



Roberto Malfatti

Roberto Malfatti, sociologo, appassionato di fotografia, rockettaro quanto basta. Da sempre combattente e studioso delle tematiche ambientali. Tra i fondatori della rete Napoli Est Brucia che rivendica il risanamento del territorio di Napoli Est dall'inquinamento selvaggio delle raffinerie.


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