Sprechi alimentari, arriva il decalogo ENEA

Sprechi alimentari. I dati FAO sono allarmanti: in Italia, un anno di spreco alimentare potrebbe sfamare quasi 44 milioni di persone. Il risultato è che ogni anno le famiglie italiane sprecano circa 145 chili di cibo, ovvero il 75% delle spreco complessivo nel Bel Paese, per un costo stimato di 360 euro l’anno.

Sprechi alimentari

Allargando il dato su scala mondiale, si spreca più di un terzo della produzione mondiale (circa 1,3 miliardi di tonnellate di alimenti sprecati solo considerando la frazione commestibile).

Per contrastare questo fenomeno, ENEA mette in campo scienziati per abbattere gli sprechi alimentari.
“Sfruttare al meglio quel giacimento di risorse preziose nascosto nella spazzatura”, lo sottolineano gli esperti del Dipartimento Sostenibilità dell’Agenzia.

Cosa possono diventare i rifiuti? “Possono trasformarsi in proteine e zuccheri utili per produrre ingredienti alimentari, nutraceutici e mangimi per la zootecnia. Ma gli scarti alimentari possono diventare anche bioplastiche o energia sotto forma di biogas. Non solo. Dagli scarti di uva e arance si ricavano polifenoli, pectine e fibre, utilizzabili in nutraceutica e cosmetica”.

Diminuendo gli sprechi alimentari possono aumentare i posti di lavoro? “Secondo l’Unione Europea, entro il 2030 con il riciclo dei rifiuti al 70% e lo smaltimento in discarica al 5%, grazie all’economia circolare si possono creare 580 mila posti di lavoro e risparmi per le imprese pari all’8% del fatturato annuo”.
Proprio in occasione della Giornata mondiale contro lo spreco alimentare, l’ENEA pubblica un decalogo per promuovere alcune buone pratiche.

Ecco il DecalogoENEAsprecoalimentare



Roberto Malfatti

Roberto Malfatti, sociologo, appassionato di fotografia, rockettaro quanto basta. Da sempre combattente e studioso delle tematiche ambientali. Tra i fondatori della rete Napoli Est Brucia che rivendica il risanamento del territorio di Napoli Est dall'inquinamento selvaggio delle raffinerie.


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