Trentino, arrivano le foreste intelligenti

Dopo le smart cities, ecco la foresta intelligente. Succede nella provincia di Trento, dove l’80% della superficie è coperto da boschi e dove molte aziende e strat up innovative stanno lavorando sul connubio tra app tecnologiche e natura.

Smart-Forest-tablet

Siamo, in particolare, tra Rovereto e Trento, dove intorno al polo Meccatronico, un incubatore d’impresa provinciale promosso da Trentino Sviluppo, sono già nate tante novità interessanti, da NeveXN, una start up che ha brevettato la “neve perenne”, ideando cannoni ecologici che creano neve artificiale grazie a pannelli solari, anche a temperature maggiori di zero, a Weezzard, un software che prevede valanghe e frane con un margine di errore del 5%, o, ancora, Cyberfed, che monitora le foreste grazie ad un drone dotato di una fotocamera multi spettrale che mappa l’indice di vigore delle piante che incontra, indicando il grado di maturazione o danni alla vegetazione. Adesso è la volta di TRILOGIS, un’azienda che ha all’interno dell’incubatore i suoi laboratori di sviluppo, e che lavora ad un sistema integrato per una foresta intelligente in collaborazione con il consorzio dei comuni Trentini, la Fondazione Edmund Mach e la Fondazione Bruno Kessler. Una foresta aperta ad essere esplorata con un clic, grazie alle convergenze delle tecnologie, secondo diversi percorsi tematici e fruibili anche da tutti gli utenti dotati di smart device”.

La smart forest. E’ una derivazione delle smart cities e grazie alla connessione e alla tecnologia Gis (Geographic Information System), con il nostro portatile o cellulare possiamo selezionare ed evidenziare i sentieri ciclabili più vicini o le aree per andare a funghi, o dove sono le cascate che si raggiungono più facilmente, i sentieri alpini o, addirittura, andare alla ricerca di essenze geolocalizzate. Inoltre, da qualche mese l’app è utilizzata già dagli operatori forestali del Comune di Arco che, con lo stesso sistema, possono individuare le zone più secche, quelle a rischio incendio o geologico, o quali alberi tagliare. Praticamente, hanno la possibilità di condividere e mettere in rete informazioni che in passato venivano comunque raccolte, ma non utilizzate in maniera adeguata. Una mappa unica al servizio sia dell’utente, sia esso semplice cittadino o amministrazione. Inoltre, da due anni il software SigFact mappa tutti gli interventi effettuati nei boschi della provincia e quali ditte vi hanno lavorato. Infine, è partito anche il progetto Stem che raccoglie dati sul bosco per aree tematiche grazie a sensori sui radar degli aerei, telerilevati su 7 diverse bande di frequenza diversa. Stem permette di fare una diagnosi del bosco, misura quanto legname c’è, le condizioni delle piante e riesce a dare un dato aggiornato su frane e crepe avvenute. Esempi virtuosi di foresta intelligente ci sono in val di Rabbi con i percorsi tematici sugli aceri secolari e in val di Fiemme con i piani forestali a sistema. E siamo solo all’inizio.



Deborah Divertito

Criminologa, ricercatrice e tifosa del Napoli. Da sempre attenta alle tematiche sociali e ambientali. Co-fondatrice della Cooperativa Sociale Sepofà, mi occupo di promozione editoriale e culturale. Il mio libro preferito? “Il Giovane Holden” di J.D. Salinger


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