Caffè Nero, fondi del caffè che diventano pellet per alimentare stufe

Fondi del caffè che diventano pellet per alimenare stufe, caldaie e in futuro automobili. La folle iniziativa è della catena Caffè Nero, che in questi giorni ha svelato la partnership con aziende specializzate in riciclo come Bio-Bean e First Mile.

Caffè nero lancia i fondi di caffè che diventano pellet

La catena di coffee shop britannica  (fondata nel ’97 da Gerrard Ford  con oltre 360 negozi in tutto il Regno Unito, ndr.) prevede di raccogliere entro fine anno 218 tonnellate di fondi di caffè dai negozi presenti a Londra. La parte recuperata sarà trasformata in 98 tonnellate di pellet, sufficienti ad alimentare 435 case per un anno.

“Siamo sempre alla ricerca di modi per migliorare il nostro riciclo, proprio per questo siamo molto entusiasti di lavorare con First Mile e Bio Bean”, ha detto il direttore commerciale di Caffè Nero, Matt Spencer. L’idea è quella di estendere questa buona prassi anche al di là della Great London. 

Quello della Nero Caffè è un modello esportabile e producente, basti pensare che una tonnellata di fondi caffè consente di ottenere 245 litri di biodiesel.

Per il direttore commerciale di First Mile, Joe Allen, “questo servizio segna un altro passo verso la creazione di un mondo in cui si può riciclare tutto”. Insomma, quella che noi reputiamo semplice spazzatura, destinata solo alle discariche, in realtà ha un potenziale infinito. Potenziale che è stato osservato anche da un’altra famosissima catena di caffetterie inglesi: la Costa Coffee.

Il brand lo scorso dicembre ha annunciato che raccoglierà tremila tonnellate di fondi di caffè da 800 punti vendita, destinate alla produzione di biocarburante.

Il riciclo dei fondi dell’oro nero non è l’unico modo in cui il settore della ristorazione cerca di ridurre il proprio impatto sull’ambiente. Nella capitale britannica hanno iniziato anche a riciclare i bicchieri del caffè.

Sogno o son desto?



Roberto Malfatti

Roberto Malfatti, sociologo, appassionato di fotografia, rockettaro quanto basta. Da sempre combattente e studioso delle tematiche ambientali. Tra i fondatori della rete Napoli Est Brucia che rivendica il risanamento del territorio di Napoli Est dall'inquinamento selvaggio delle raffinerie.


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