Casale Monferrato, nasce il premio “Vivaio Eternot”

Casale Monferrato, la città che per molti è indissolubilmente legata alla vicenda Eternit, uno fra i capitoli più neri in tema di diritto del lavoro e di disastri ambientali del nostro secolo, si posiziona ancora una volta come città del riscatto dall’Amianto. La “città della lotta all’amianto”, come è stata più volte definita dalla stampa e come viene definita dai casalesi stessi, ha voluto intervenire direttamente sulla percezione della città dall’esterno.
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Già un anno fa fu aperto un bando in cui s’invitavano diversi artisti visivi a vivere e conoscere la realtà di Casale Monferrato con l’obiettivo di progettare un’opera di arte pubblica destinata al Parco Eternot, ex-area della fabbrica Eternit, nel quartiere Ronzone, sito che, dopo bonifica e atti di riqualificazione, nell’autunno scorso è stato ridato alla città. Un parco che rappresenta, per i cittadini, un luogo di memoria ma anche di affermazione di valori collettivi e di costruzione del futuro.
Premio Vivaio Eternot. Mancano poco più di due mesi alla Giornata Mondiale delle Vittime dell’Amianto del 28 aprile. In tale occasione il Comune di Casale Monferrato assegnerà la prima edizione del premio “Vivaio Eternot” ad un massimo di dieci tra Enti, Amministrazioni o singoli cittadini che si saranno distinti per l’impegno profuso nella cura, la ricerca, la diffusione dell’informazione, in importanti e significative azioni di bonifica, nelle battaglie sociali e legali legate ai danni causati dall’amianto. E’ possibile sottoporre la propria candidatura entro il 10 marzo 2017 via mail all’indirizzo premioeternot@comune.casale-monferrato.al.it indicando nome e cognome del candidato, un contatto telefonico e allegando una lettera motivazionale. L’assegnazione del premio “Vivaio Eternot” si inserisce all’interno del più ampio progettoArte Pubblica per il Parco Eternotche ha visto la realizzazione del monumento a cura dell’artista Gea Casolaro composto da decine di piante di Davidia Involucrata, anche detta “albero dei fazzoletti”. Dalle Davidia del Vivaio Eternot, che rappresentano la lotta che il territorio casalese ha realizzato negli anni e che continuerà a portare avanti in tema di amianto, nasceranno le piantine che saranno consegnate come premio, pronte a volare lontano per sviluppare profonde radici di giustizia come un vero e proprio “Oscar” della lotta all’amianto.
La giuria. Il comitato organizzatore del premio, incaricato di valutare le candidature, è composto dal sindaco di Casale Monferrato Titti Palazzetti, il presidente di AFEVA Giuliana Busto, Gea Casolaro e sette componenti scelti ogni anno dal sindaco tra i rappresentanti di istituzioni, operatori culturali, giornalisti, scrittori, ricercatori, medici e associazioni impegnati nella tutela dell’ambiente. Quest’anno saranno Rosy Battaglia, giornalista d’indagine in campo sociale, ambientale, culturale e politico; Antonio Decaro, sindaco di Bari e Presidente ANCI; Stefania Divertito, giornalista d’inchiesta specializzata in tematiche ambientali, scrittrice e autrice del libro “Amianto . Storia di un serial killer”; Sandra Fabbri, direttrice della Fondazione “Attilia Pofferi” per il sostegno della ricerca scientifica nel campo oncologico; Agata Mazzeo, antropologa; Rossella Muroni, Presidente Nazionale di Legambiente; Alberto Prunetti, scrittore e autore del libro “Amianto – una storia operaia”; Stefano Silvestri, igienista del lavoro ISPO e consulente della Procura di Torino nel processo Eternit.

Il simbolo della Davidia. Nelle parole di Gea Casolaro troviamo la sintesi perfetta di ciò che il premio vuole significare: “La tragedie causate dall’amianto sono purtroppo ancora molte e molte saranno a causa della grande produzione che ancora nel mondo se ne fa: mantenere viva l’attenzione trasmettendo alle generazioni future la memoria e la coscienza di come la lotta e la giustizia siano qualcosa di vivo di cui bisogna prendersi cura è il più prezioso dei monumenti alla memoria delle vittime di Casale Monferrato e non solo. Il progetto vuole così creare un simbolo positivo e vivo della lotta all’amianto, che va mantenuta, curata, trasmessa, così come ci si prende cura del vivaio”. Lotta che produce e continua a generare attenzione su un argomento fondamentale per Casale e per tutta l’Italia: non solo in questi che sono considerati gli anni di picco in termini di mortalità a causa delle malattie asbesto-correlate, ma anche rispetto al lungo lavoro per lo smaltimento sicuro di tutte le tonnellate di amianto ancora presenti sul territorio nazionale e di tutti i rischi dovuti a smaltimenti scorretti e criminali che ancora per anni ci obbligheranno a mantenere viva l’attenzione su questo tema.


Deborah Divertito

Criminologa, ricercatrice e tifosa del Napoli. Da sempre attenta alle tematiche sociali e ambientali. Co-fondatrice della Cooperativa Sociale Sepofà, mi occupo di promozione editoriale e culturale. Il mio libro preferito? “Il Giovane Holden” di J.D. Salinger


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