Siracusa, lettera dei parroci contro la discarica Armicci

A Siracusa, la salvaguardia dell’ambiente parte dall’altare della parrocchia:”Chiediamo perdono a Dio e alla Terra per come e quanto ogni giorno la maltrattiamo. Ai nostri politici amministratori chiediamo di perseguire sempre il bene autentico con leggi e scelte che rispettino tutti, l’ambiente e gli esseri umani che lo abitano“.

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Così comincia la lettera di monito  dei parroci delle comunità parrocchiali di Lentini, Carlentini e Francofonte che hanno scritto ai propri fedeli, per sensibilizzarli ai temi dell’ambiente. Lettera letta dall’altare della messa di domenica scorsa.

La discarica non voluta
L’inziativa è legata alle polemiche suscitate dopo l’annuncio della  realizzazione di una nuova discarica sul territorio, la discarica Armicci. Parole forti e condivise dall’arcivescovo, Mons. Salvatore Pappalardo, che già nella sua Lettera pastorale aveva fornito delle indicazioni precise: “Interpellati e preoccupati per la possibilità della presenza di una nuova discarica nel nostro territorio, non cessiamo di elevare il nostro ringraziamento a Dio per il dono della nostra madre terra. Nessuno si sottragga al dovere di seguire attivamente la vita politica della propria città così come di informarsi sui fatti perché possa, secondo coscienza, prendere posizione. Accogliendo l’invito di papa Francesco, ci impegniamo ad operare quella conversione ecologica necessaria se non vogliamo continuare a fare del male alla nostra Madre Terra. Esprimiamo la nostra vicinanza a chi paga con la malattia i danni che abbiamo causato all’ambiente“.

Non solo Siracusa, il caso di Ercolano
I tre parroci e l’arcivescovo siciliani non sono i primi  e unici ad aver tuonato dall’altare la loro indignazione contro lo scempio perpetrato alla propria terra. I nomi di don Marco Ricci e Padre Giorgio Pisano, per esempio, sono ben conosciuti  a Ercolano, in provincia di Napoli, in zona San Vito, in pieno Parco Nazionale del Vesuvio, parroci in prima linea contro quella che è stata chiamata la terra dei fuochi vesuviana. Fu don Marco a guidare, spinto dalla confessione di un fedele, gli uomini della Forestale fino al crinale del Vesuvio dov’erano sepolti alcuni rifiuti pericolosi. E’ dagli altari delle loro parrocchie che i due parroci continuano a dire omelie per risvegliare le coscienze della propria comunità.
Sono stati loro che, notando la celebrazione di troppi funerali di bambini morti per tumore, hanno chiesto e fatto, grazie al dott. Gerardo Ciannella, una ricerca sul territorio per quantificare i casi di malattie presenti nelle diverse famiglie, raccolto le testimonianze di chi vedeva fin dagli anni ’80 salire i camion di notte per sversare rifiuti tossici nelle cave del Vesuvio e continuato ad accompagnare le autorità preposte a fare sopralluoghi e toccare con mano la distruzione di quella terra. Da questa resistenza è nato il gruppo Salute Ambiente Vesuvio che s’impegna a monitorare, sensibilizzare e lottare in difesa del proprio territorio e della salute della propria comunità.

Territori Resistenti
Questo è il titolo dell’incontro sulla discarica Armicci che si è svolto proprio domenica presso il Palazzo Beneventano di Lentini, al quale hanno preso parte il coordinamento delle associazioni per il territorio, il comitato Associazione Beni Comuni Bonvicino, comitato Stop Veleni, comitato contro la discarica Motta S. Anastasia e Misterbianco, comitato No inceneritore del Mela, associazione Luciese per la Salute e l’ambiente di Santa Lucia del Mela, comitato Difesa Salute Ambiente Palazzolo Acreide, l’amministrazione comunale di Lentini, Associazione Rifiuti Zero Sicilia, Legambiente Siracusa e Zero Waste Sicilia.

Justice



Deborah Divertito

Criminologa, ricercatrice e tifosa del Napoli. Da sempre attenta alle tematiche sociali e ambientali. Co-fondatrice della Cooperativa Sociale Sepofà, mi occupo di promozione editoriale e culturale. Il mio libro preferito? “Il Giovane Holden” di J.D. Salinger


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