L’arte del riciclo, dalla plastica alle stuoie per i senzatetto

Coniugare  riciclo della plastica e buone azioni: succede nel Nebraska, nella chiesa metodista Faith Westwood di Ohama, dove un gruppo di signore volontarie passano il proprio tempo a trasformare i rifiuti in plastica in un aiuto concreto per i senzatetto.

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Bastano dei sacchetti da riciclare, un uncinetto, tanta buona volontà ed ecco che sono pronte a sfornare stuoie e materassini per chi è meno fortunato ed è costretto a dormire in strada al freddo.

Un laboratorio di sostenibilità sociale ed ambientale in cui si mescolano insieme altruismo e rispetto per l’ambiente , che dona materassini resistenti, impermeabili ed isolanti alle persone che vivono in strada. E allora ecco che dalla plastica dei sacchetti può nascere, ad esempio, un materassino da “campeggio” semplicemente grazie ad una forbice, una montagna di bustine usate e un ferro da uncinetto. Una volta ridotte le buste in anelli, si collegano tra di loro con un semplicissimo nodo piano, fino a creare un gomitolo di “filo di plastica”. Quando la materia prima è pronta, con l’uncinetto si annodano i sacchetti da riciclare con uno dei punti base della tecnica del ricamo fino ad ottenere una trama compatta, regolare e spessa qualche centimetro.

Grazie ai decenni di esperienza di lavoro a maglia delle volontarie del laboratorio, sono state già donate centinaia di stuoie ai senzatetto dello Stato, con una media di produzione di due materassini a testa alla settimana.



Deborah Divertito

Criminologa, ricercatrice e tifosa del Napoli. Da sempre attenta alle tematiche sociali e ambientali. Co-fondatrice della Cooperativa Sociale Sepofà, mi occupo di promozione editoriale e culturale. Il mio libro preferito? “Il Giovane Holden” di J.D. Salinger


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