L’appello della scienza al neoeletto Parlamento

Gli scienziati del gruppo Energia per l’Italia tornano a scrivere alle istituzione e chiedono al Parlamento di dare priorità alla crisi energetica-climatica con due urgenti obiettivi: diminuzione dell’indice di consumo energetico pro-capite e riduzione delle emissioni atmosferiche di anidride carbonica entro fine legislatura (2023).

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Nella lettera ai Presidenti di Camera e Senato e ai Presidenti dei gruppi parlamentari della nuova Legislatura, il gruppo di docenti e ricercatori dell’Università e dei Centri di ricerca di Bologna, propongono la costituzione di una Commissione Interparlamentare per definire urgentemente obiettivi e strumenti di governo al fine di affrontare la crisi energetico-climatica.
Da tempo i professori del gruppo Energia per l’Italia mettono a disposizione di governo e parlamento conoscenze e informazioni scientificamente corrette per la soluzione della crisi energetico-climatica.

“Giova richiamare in sintesi alcuni passaggi dei nostri precedenti documenti – affermano dal polo universitario bolognese – inviati al precedente Governo.
Nella SEN e nei piani di sviluppo di ENI si parla della necessità di passare dall’uso dei combustibili fossili a quello delle energie rinnovabili, ma questa transizione è collocata in un futuro non ben definito e comunque lontano, che sarà possibile raggiungere, si dice, solo aumentando il consumo di metano.
Si parla anche della necessità di sviluppare la produzione di biocombustibili, ignorando che nel settore dei trasporti si va verso un mondo “elettrico”; l’efficienza di conversione dei fotoni del sole tramite la filiera che dal fotovoltaico porta alle auto elettriche è infatti almeno 50 volte più efficiente di quella basata sulla produzione e uso di biocombustibili.
Bisogna inoltre rendersi conto che la transizione dall’uso dei combustibili fossili a quello delle energie rinnovabili, pur essendo una condizione assolutamente necessaria, non è di per sé sufficiente per costruire un futuro sostenibile. È indispensabile anche ridurre lo spreco di energia e di ogni altra risorsa, riduzione che si può ottenere tramite l’adozione di sistemi più efficienti, ad esempio nei trasporti con motori elettrici e negli edifici tramite la coibentazione e l’adozione del modello della casa passiva.

È infine essenziale prevenire l’effetto rebound, evitando cioè che i risparmi energetici ottenuti con l’efficienza vengano poi spesi per ulteriori consumi. Vi è quindi la necessità di diffondere una cultura della sobrietà, elemento fondamentale per il successo di politiche di mitigazione e adattamento climatico”.

Sulla base di queste premesse, il gruppo Energia per l’Italia ritiene necessario e urgente che il nuovo Parlamento prepari e adotti provvedimenti per trasformare rapidamente e profondamente il modo di produrre e utilizzare energia nel nostro paese. Per questo, già nei limiti temporali di una legislatura, è necessario individuare obiettivi concreti e misurabili, per poi adottare norme efficaci.

“In sintesi – continuano i professori – per ridurre le emissioni di gas climalteranti è necessario orientare i cittadini e le imprese verso l’utilizzo di energie rinnovabili, contestualmente a una riduzione dei consumi. Vi proponiamo dunque di istituire, con alta priorità, una Commissione Interparlamentare con il compito di individuare gli strumenti normativi per il conseguimento dei seguenti obiettivi:

  1. Diminuire di 100 Mt (cento milioni di tonnellate) le emissioni nazionali di CO2eq (anidride carbonica equivalente) passando dalle 443 Mt del 2015 (dati ISPRA 2017) a 343 Mt entro il 2023 (fine legislatura). La diminuzione dovrebbe andare a carico dei comparti di maggior importanza: per esempio, 50 Mt dal comparto termoelettrico, 25 Mt dai trasporti, 25 Mt dal comparto domestico e servizi.
  2. Istituire l’indice di consumo di energia pro-capite e l’indice di emissione di gas serra procapite, definendone gli obiettivi di riduzione al 2023.

Al fine di raggiungere tali obiettivi, la Commissione dovrebbe entro sei mesi definire e proporre, e entro un anno discutere e far approvare dal Parlamento, gli strumenti operativi, tra i quali possiamo citare ad esempio e per grandi linee:

  • defiscalizzazione e incentivazione di sistemi sostitutivi delle fonti fossili: produzione elettrica rinnovabile (principalmente sole e vento), sistemi di accumulo, smart grid, mobilità elettrica alimentata da fonti rinnovabili, ristrutturazione delle abitazioni e degli edifici pubblici;
  • tassazione progressiva delle attività/consumi climalteranti (elettricità, trasporti, uso domestico) a carico dei produttori e dei consumatori

Ogni strumento operativo deve saper stimare il proprio contributo ai due obiettivi sopra elencati, in misura concreta e progressione temporale”.

“Ci preme rilevare – concludono infine i professori – che gli obiettivi sui quali chiediamo un’azione legislativa urgente ed efficace rispondono agli impegni che l’Italia ha sottoscritto in sede internazionale (Accordo di Parigi) e rientrano a pieno titolo nel percorso del Piano di Azione per l’Economia Circolare, intrapreso su scala europea.
Lo Stato italiano ha le competenze tecniche negli enti di riferimento per attuare questa svolta urgente e necessaria”.

 

Professori Energia per l’Italia:

Vincenzo Balzani (coordinatore), Dipartimento di Chimica “G. Ciamician”, Università

Nicola Armaroli, Istituto ISOF-CNR

Alberto Bellini, Dipartimento di Ingegneria dell’Energia Elettrica e dell’Informazione “Guglielmo Marconi”, Università

Giacomo Bergamini, Dipartimento di Chimica “G. Ciamician”, Università

Enrico Bonatti, Columbia University, Lamont Earth Observatory, ISMAR-CNR

Alessandra Bonoli, Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, dell’Ambiente e dei Materiali, Università Carlo Cacciamani, Dipartimento della Protezione Civile Nazionale Romano Camassi, INGV

Sergio Castellari, INGV

Daniela Cavalcoli, Dipartimento di Fisica ed Astronomia, Università

Marco Cervino, ISAC-CNR

Maria Cristina Facchini, ISAC-CNR

Sandro Fuzzi, ISAC-CNR

Luigi Guerra, Dipartimento di Scienze dell’Educazione «Giovanni Maria Bertin», Università Giulio Marchesini Reggiani, Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, Università Vittorio Marletto, Servizio IdroMeteoClima, ARPA

Enrico Sangiorgi, Dipartimento di Ingegneria dell’Energia Elettrica e dell’Informazione “Guglielmo Marconi”, Università

Leonardo Setti, Dipartimento di Chimica Industriale, Università Micol Todesco, INGV

Margherita Venturi, Dipartimento di Chimica “G. Ciamician”, Università

Stefano Zamagni, Scuola di Economia, Management e Statistica, Università

Gabriele Zanini, ENEA-Divisione MET



Redazione

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