A cinque anni da Fukushima è rischio ri-contaminazione

«Domani ricorre il quinto anniversario dal sisma del Giappone che provocò, tragedia nella tragedia, diverse esplosioni nei reattori della centrale atomica di Fukushima» afferma Ermete Realacci, Presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, che auspica che Fukushima sua da monito affinchè il futuro passi per le rinnovabili, l’efficienza e il risparmi energetico e l’innovazione.

BioEcoGeo_fukushima

Uno degli incidenti nucleari più drammatici della storia, che ha lasciato una pesante eredità per l’ambiente e la salute dei giapponesi. Come ha ricordato Greenpeace, ad esempio, a cinque anni dal disastro circa centomila persone non sono ancora tornate a casa. La situazione è ancora aperta, ma per la prima volta nella storia del Sol Levante, ieri, un tribunale locale ha ordinato lo stop di due reattori nucleari per ragioni di sicurezza e così nel paese rimangono al momento solamente due reattori in funzione.

Sempre secondo Greenpeace, in Giappone, gli interventi di decontaminazione del governo sono stati frammentari, inadeguati e vi è un serio rischio di ri-contaminazione delle aree già decontaminate. Nonostante il massiccio sforzo e le spese sostenute, è probabile che le attività di decontaminazione diventino un processo senza fine. Inoltre, gli sforzi di decontaminazione senza potersi ‘sbarazzare’ della contaminazione radioattiva – cioè semplicemente spostandola in altri luoghi come i siti di stoccaggio temporaneo – continuano a rappresentare un pericolo per le comunità locali e per l’ambiente. L’impatto sulla salute della contaminazione radioattiva di vaste aree non può essere sottovalutato. È chiaro che la gente continuerà ad essere esposta a rischi per esposizione a radiazioni quando gli ordini di evacuazione saranno stati revocati e le persone torneranno alle loro case. Inoltre, decine di migliaia di persone hanno perso le loro case, la loro terra e i mezzi di sostentamento. Generazioni di famiglie che un tempo vivevano insieme sono ora separati e molti non saranno mai riuniti. Sono stati scarsamente compensati (se non per nulla) e molti vivono ancora in alloggi temporanei in fase di deterioramento. Tutto ciò a causa di un disastro nucleare di cui non hanno alcuna responsabilità.



Redazione

Bioecogeo non è solo una rivista o un sito bensì un progetto! Creare un modello di società più consapevole, forte della condivisione e diffusione di una cultura ambientale per il benessere del singolo individuo e del pianeta in cui vive.


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

12 − 2 =