Alla scoperta del fior di lino

L’ utilizzo di piante come i fiori di lino per creare cosmetici, medicine, tessuti e quant’altro affonda le sue radici nell’alba della vita umana.

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Fino a pochi anni fa e ancora oggi, si fa uso di sostanze e materiali sintetici tutt’altro che salutari, quasi abbandonando il regno vegetale e tutti i suoi benefit naturali.
Da pochi anni, per fortuna, la politica del biologico ha preso sempre più piede nel mercato internazionale.
Sembrerebbe un tuffo nel passato e un passo indietro della civiltà moderna ma in realtà è un ritorno ragionato alla natura, ai benefici e al nostro “habitat naturale”.
Il mondo moderno ha riposto molta attenzione nella pianta di lino e i suoi semi, non passando di certo inosservata nel corso dei secoli.
Il lino, dal greco linon, è una pianta originaria del Caucaso che fiorisce nei mesi di maggio-giugno ed è noto per i suoi semi ricchi di mucillagine, con ben note proprietà emollienti e rinfrescanti.

La storia millenaria del lino

La pianta di lino, fin dalla notte dei tempi, diede vita alla fibra tessile più antica del mondo.
Presente nella civiltà egizia, non poteva mancare nelle abitazioni dei faraoni.
Ebbe l’onore e il pregio di essere indossato dalla regina Cleopatra, amante del lino e della lavanda con il quale usava immergersi in un bel bagno caldo.
I più abili mercanti dell’ epoca egizia, i fenici, capirono al volo le potenzialità di questa pianta e del magnifico tessuto che se ne crea.
Fu esportato in gran parte dell’ Europa e bastò davvero poco per entrare nel cuore della più grande civiltà del mondo antico, l’impero romano.
I primi a commercializzare questa fantastica pianta, non solo per il tessuto che se ne crea, ma per le sue innumerevoli proprietà.
Degno di nota il rinascimento, con il suo stile sfarzoso e al tempo stesso raffinato che fanno del lino un celebre protagonista per camicie e lenzuola.
Che dire, il lino ha varcato la soglia di ogni epoca, e c’è da giurarci sarà protagonista anche del ventunesimo secolo.
Non solo per lo stile e l’eleganza, ma la capacità anche in campo cosmetico d’essere incredibilmente delicato e utile.
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Le numerose proprietà di questa pianta. Che forza il lino!

Il lino è una pianta modesta, umile eppure così ricca e generosa.
In campo curativo è utile per le infiammazioni gastro-intestinali, stitichezza, presenta proprietà emollienti ed è in grado di rilassare tutto il corpo.
I suoi semi sono ricchi di acidi grassi omega 3, fosforo, magnesio, elementi nutritivi utili per alzare le difese immunitarie, prevenire l’ osteoporosi, problemi circolatori.
Presenta proprietà anti-invecchiamento in quanto migliora l’ossigenazione delle cellule con benefici per la comparsa di rughe e la perdita di capelli.
Assieme al lino, anche l’ eufrasia possiede un effetto benefico contro le rughe, occhiaie, occhi gonfi e tutta la zona del contorno occhi.
Il lino si contraddistingue anche per la sua forza e resistenza in ambito tessile.
Le sue fibre, sono capaci di assorbire tantissima umidità lasciando la sensazione di freschezza permanente e pulito unico.
La fibra di lino inoltre rispetta l’ambiente e l’intero ecosistema.
Consigliato per le donne in gravidanza perché i semi di lino favoriscono lo sviluppo celebrale del bambino.
Il decotto di semi di lino è molto semplice da preparare.
Bastano 15 grammi di semi di lino pestati, e un litro d’acqua da far bollire per 10-15 minuti. Una volta filtrato a dovere l’ acqua, basterà una tazza calda o tiepida al mattino.

Controindicazioni

Non sono presenti particolari controindicazioni per l’ uso dei semi di lino ma non bisogna abusarne perché dosi eccessive potrebbero causare nausea, crampi allo stomaco, gonfiore.
Inoltre potrebbe interferire con cure farmacologiche, fare attenzione con i tempi di assunzione.

Curiosità

Seconda una leggenda greca la scoperta del lino va attribuita alla giovane Aracne, che acquistò popolarità per le sue innate abilità nel ricamare e tessere.
Questa sua dote si vociferava derivasse da Pallade, e una volta giunta voce ad Aracne, la dolce fanciulla in collera decise di sfidare Pallade.
In cambio, se avesse perso, Pallade poteva farne di lei qualsiasi cosa.
La dea accettò la sfida e decise di presentare la sua creazione su tela dei dodici re dell’olimpo.
La giovane scopritrice del lino la sfidò rappresentando un episodio degli dei per deriderli.
Da qui nacque una furibonda lite che portò alla trasformazione di Aracne in un ragno ad opera di Pallade.
Un altra piccola leggenda racconta del lino come simbolo di fertilità e del sole.
In India la leggenda narra che l’ Aurora tesseva l’abito nuziale del suo sposo Sole con
i fili derivanti dalla pianta del lino.

“L’eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare ”

Marcello Paglialonga di Biofabene.it




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