Attenzione, pecore in città

Arrivano anche a Ferrara, saltellando-zampettando-belando, simpatiche, curiose, formose, fantasiose. Sono originali, in questo quadro cittadino, sono tante. Se le contiamo, arriveremo, infatti, a 800. Dovevano essere 600 ma sono cresciute lungo la strada….  Sono pecore, accompagnate da un pastore bresciano, Massimo Freddi, e due cani, con un compito ben preciso: pascolare tranquille per mantenere ordinate le aree verdi. Brucare e pulire, far sparire erbe, fili ed erbacce.

foto_31mar2016_5 Sito Comune Ferrara

Partito, a settembre 2015, dalle montagne della Val Trompia, proseguendo verso il lago di Garda, il fiume Mincio, la sponda veneta del Po, per poi attraversare il ponte tra Ficarolo e Stellata, il gregge si fermerà nelle aree verdi del sottomura ferrarese compreso tra via Bacchelli, via Gramicia e un tratto del Parco Urbano Bassani fino a fine maggio, per poi ritornare agli alpeggi estivi. L’iter amministrativo è stato avviato a novembre scorso, ma è andato a buon fine e rapidamente: si sono così ottenuti il nulla osta dell’Unità Operativa Attività Veterinarie dell’USL di Ferrara (finalizzato alla verifica dello stato fitosanitario, requisito richiesto per il pascolo vagante) e l’autorizzazione sanitaria da parte del Sindaco. Durante la permanenza a Ferrara saranno organizzati alcune iniziative rivolte alle scuole e alla cittadinanza in accordo con l’Associazione Fattorie Didattiche (vedi), come per esempio la tosatura di alcuni capi. Belle ed encomiabile iniziativa. Interessante. A dire il vero, senza nulla togliere all’idea, Ferrara sta seguendo una tendenza che arriva da Torino, che, già nel 2007, aveva sperimentato, per la prima volta in Italia, l’utilizzo di greggi di pecore al pascolo per la manutenzione di alcune superfici verdi, al fine di coniugare virtuosamente rispetto dell’ambiente e risparmio economico. Da allora, la città piemontese ha “messo le pecore al lavoro” per assicurare il mantenimento del verde pubblico: sfalcio dell’erba, contenimento delle malerbe e concimazione del terreno di alcuni dei principali parchi cittadini, ovvero parco della Colletta, parco della Confluenza, parco Piemonte a Mirafiori Sud e parco del Meisino, sulla confluenza Po-Stura (in realtà, la primissima volta che le pecore pascolarono nel capoluogo piemontese fu nel 2000, per volere dell’allora assessore all’Ambiente del Comune di Torino, Paolo Hutter, che ne portò alcune a brucare l’erba davanti alle Porte Palatine). Il risparmio, allora, era stato quantificato fra i 20.000 e i 50.000 euro, ma a questo va, soprattutto, aggiunto che, sostituendosi alle macchine, le pecore evitano la produzione di CO2. Tosare l’erba a impatto zero, si dice. Anche Parigi ha, successivamente, avviato un’esperienza simile, acquistando capre o pecore della Bretagna per la manutenzione dei prati cittadini. Leggendo un articolo apparso su Le Parisien nel settembre 2011, notiamo che dieci capre sono state impiegate per “pulire” dalle erbacce il parco naturale di Beaumont, grazie alla mairie di Montreuil.

pecore-neve

Nel luglio 2013, poi, Cristiana Muscardini, vicepresidente dell’Intergruppo per la Protezione degli animali al Parlamento europeo, aveva scritto al Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, per mettere allo studio l’utilizzo di pecore per tosare l’erba delle grandi aree verdi e delle aree incolte. “L’utilizzo di animali – riferiva la Muscardini – porterebbe a un risparmio energetico del 25% e a un risparmio dei costi di mano d’opera e di smaltimento dell’erba e sarebbe, inoltre, un sistema ecologico ma anche motivo di richiamo per bambini e adulti”. A Parigi ha poi visto la luce Ecomouton (ovvero “Ecopecora”, sito), azienda presso cui è possibile noleggiare capre e pecore per tagliare i prati in città. Animali, tanti, questi amici dell’uomo. Per chiudere (ma credo che non finirà) con Lodi, quando a Dicembre 2015 Silvia Canepara, ex giornalista al Cittadino, quotidiano lodigiano, crea e lancia un progetto che coinvolge un gregge di 20 di pecore nane di Ouessant, in Bretagna, offerte a pagamento al posto dei tosaerba meccanici. La serie continuerà, sicuramente. Una visione bucolica, ma anche economica, di un gruppo nutrito di bravi “operai ecologici”: animali che passione!

Per l’evento di Ferrara, clicca qui  e anche qui, per il servizio di Telestense

Per vedere il video di Parigi, invece clicca qui

Le due fotografie in evidenza sono del sito del Comune di Ferrara, le ultime sono di Sara Cambioli



Simonetta Sandri

La volontà di condividere con i lettori la bellezza dell’universo resta per me la vera ragione della ricerca delle parole più adeguate per descrivere una meraviglia spesso indescrivibile. Perché, come il Principe Miškin ne L’idiota di Fedor Dostoevskij, anche io penso che la bellezza salverà il mondo.


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