Auto diesel più dannose per il clima di quelle a benzina

Auto diesel più dannose per il clima di quelle a benzina: «È ora che l’Italia affronti il problema».
L’appello è di Cittadini per l’aria, a due anni dallo scoppio del Dieselgate e dopo la pubblicazione di un nuovo rapporto di Transport & Environment.

Diesel

«È tempo che l’Italia affronti finalmente il grave problema che il diesel rappresenta per la salute di tutti i cittadini. Non ci sono più scuse: ora sappiamo che questi motori sono dannosi anche per l’ambiente».
A due anni esatti dallo scoppio dello scandalo Dieselgate, la presidente di Cittadini per l’Aria Anna Gerometta commenta così i dati contenuti in “Diesel: the true (dirty) story”. Il rapporto è stato pubblicato da Transport & Environment, rete europea che rappresenta 50 organizzazioni per il trasporto sostenibile, tra le quali la stessa Cittadini per l’Aria.

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“Diesel: the true (dirty) story” 

Secondo lo studio, le automobili diesel sono più dannose di quelle a benzina, non solo perché inquinano di più l’aria che respiriamo con il biossido di azoto (NO2), ma anche perché emettono una maggiore quantità di gas serra (CO2). L’analisi, condotta da Transport & Environment con approccio LCA (analisi del ciclo di vita), ha rilevato che un’auto diesel emette nell’intero ciclo di vita 3,65 tonnellate di emissioni di CO2 in più rispetto ad un’equivalente auto a benzina, principalmente a causa di:

  1. Un processo di raffinazione del diesel più energivoro rispetto a quello della benzina
  2. Maggiori materiali utilizzati nella produzione di motori più pesanti e complessi
  3. Maggiori emissioni dei biodiesel di prima generazione presenti nella miscela
  4. Maggiori chilometri percorsi a causa della maggiore economicità del diesel

L’analisi di Transport & Environment smonta, di fatto, la tesi delle aziende produttrici per le quali i diesel sarebbero necessari per gli obiettivi legati al cambiamento climatico. Non lo sono. E sono invece estremamente dannosi per la salute. Le emissioni dei motori diesel, infatti, si stima che causino ogni anno, in tutta Europa, 68mila morti premature per esposizione al biossido di azoto. Ben 21.040 di queste solo in Italia, che è la prima nazione in questa classifica, con un dato quasi doppio rispetto al Regno Unito, secondo (Fonte: Agenzia Europea dell’Ambiente  – pagina 62).

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Eppure, ancora oggi, sette auto diesel su 10 sono vendute in Europa, dove circa il 50% del numero totale di macchine ha questo tipo di motore, un dato enorme se confrontato col resto del mondo: il 2% in Cina, solo l’uno negli Usa.
Per il rapporto  “Diesel: the true (dirty) story”, tra le cause di questa situazione ci sono:

  • Distorsione delle tasse nazionali su auto e combustibili. Il diesel è tassato in un range che va dal 10% al 40% in meno della benzina nella maggior parte dei paesi europei.
  • Ingiusti standard emissivi europei che per decenni hanno permesso alle auto diesel di emettere più NOx (compreso NO2) degli equivalenti a benzina
  • Regolamenti inadeguati sulla CO2 che hanno applicato misure più deboli alle case automobilistiche che producono veicoli diesel più grandi e pesanti.

Transport & Environment chiede quindi che vengano presi provvedimenti coordinati a livello di Unione Europea affinché non sia consentito ai 37milioni di veicoli diesel attualmente in circolazione di inquinare ancora per i prossimi 10/15 anni.

Cittadini per l’Aria si rivolge direttamente alle istituzioni italiane. «Serve uno scatto d’orgoglio in due direzioni. Da un lato, il Governo e, in particolare, il Ministero dei Trasporti devono favorire l’uso di mezzi alternativi ai veicoli diesel e, in generale, alle auto private e rendere i controlli e gli incentivi davvero effettivi ed efficaci» spiega Anna Gerometta. «Dall’altro, i Comuni devono ripulire le loro strade da questi motori, favorendo diverse abitudini e prassi di trasporto in collaborazione con i cittadini e con le imprese e non solo con semplici divieti, salvaguardando così la salute dei loro cittadini. Su entrambi i fronti, servono azioni decise e urgenti anche perché bisogna ricordare che contro l’Italia sono state aperte due procedure d’infrazione dalla Commissione Europea su questi temi».

Cittadini per l’Aria è da tempo impegnata nel denunciare i danni delle emissioni dei motori diesel e nel chiedere alle autorità competenti misure di contrasto più efficaci. Lo scorso maggio ha presentato la prima mappa dell’inquinamento da biossido di azoto dell’aria di Milano realizzata dagli stessi cittadini milanesi.
Contestualmente, l’associazione ha fatto una proposta concreta al Comune di graduale eliminazione dei diesel dalla città a partire dal 1 gennaio 2018.
L’associazione, inoltre, sta seguendo da vicino i lavori per il nuovo PRIA, il Piano degli Interventi per la Qualità dell’Aria che Regione Lombardia ha deciso di aggiornare in seguito a un ricorso al TAR regionale portato avanti da Cittadini per l’Aria con AIPI e il sostegno di ClientEarth.



Redazione

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