BIKE THE NOBEL

On. Realacci: «Il nobel per la pace alle cicliste afghane.  D’accordo con Caterpillar è partita la raccolta di firme tra i parlamentari».BioEcoGeo_ciclisti_afghanistan
«La bicicletta è il mezzo di trasporto più ecologico che c’è. Non solo è sostenibile, ma è anche economico e accessibile, quindi ‘democratico’. Anche per questi motivi la bici è ormai un simbolo di stili di vita e di consumo più a misura d’uomo. Tanto da essere protagonista delle nuove esigenze trasportistiche di tanti cittadini, da imporsi come uno degli strumenti di cambiamento delle grandi città e da prestarsi ad essere buona alleata per campagne di impegno civile» E’ così che l’On. Realacci ha motivato la sua decisione a sostenere la proposta Bike the Nobel, volta a candidare la bicicletta, o meglio un’esperienza particolarmente significativa legata all’uso della bicicletta, al premio Nobel per la Pace 2016, lanciata dalla trasmissione Caterpillar ha lanciato.
«Ho deciso, in accordo con Caterpillar – continua il parlamentare PD – di avanzare la candidatura della squadra femminile della Federazione Ciclisti dell’Afghanistan per il Nobel per la pace e di promuoverla tra i parlamentari (che hanno la facoltà di presentare candidature insieme a governi, professori universitari, membri della Corte internazionale di giustizia dell’Aja e ai precedenti vincitori del premio) con una raccolta firme che invierò entro il 1°  febbraio al Comitato per il Nobel.
Oltre a Ermete Realacci, condividono la proposta trasversalmente i parlamentari Paolo Gandolfi, Mirko Busto, Giuseppina Castiello, Diego De Lorenzis, Vincenzo Garofalo, Gabriella Giammanco, Lia Quartapelle, Serena Pellegrino, Valentina Vezzali.
«Le donne che inforcano una bicicletta in  Afghanistan, comprese quelle della Federazione  ciclisti, stanno di fatto avviando una battaglia “dolce” per la libertà, i diritti e per la pace in un paese ancora dilaniato dalla guerra e dal terrorismo. Citando un antico proverbio afghano: ‘se stai seduto, altri saranno seduti. Se stai in piedi, altri saranno in piedi’».



Redazione

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