Bogotà e i giorni senz’auto

Di Alfredo Bellini

Forse non tutti sanno che il primo giovedì di febbraio, dalle 6.30 alle 19.30, una metropoli di nove milioni di persone lascia a casa l’automobile per spostarsi soltanto con mezzi pubblici e biciclette. Stiamo parlando della capitale della Colombia, Bogotà, che il 6 febbraio scorso ha festeggiato la quattordicesima edizione del car free day, la giornata senz’auto, promossa dall’amministrazione comunale, con l’obbiettivo di incentivare la cultura del trasporto non motorizzato.
Per capire meglio questa rivoluzione culturale che ha profondamente cambiato la città, bisogna risalire agli inizi del nuovo millennio e al processo di cambiamento avviato dall’allora sindaco Enrique Peñalosa.
Fino a quel momento, Bogotà era una città completamente motorizzata, senza spazi pubblici, poche biciclette e i bambini non potevano giocare per le strade a causa della velocità eccessiva delle auto. Il primo importante intervento è stato quello di realizzare chilometri di piste ciclabili, parchi e spazi pedonali in numerosi quartieri della città. Ha poi investito risorse nel trasporto pubblico e limitato fortemente l’uso dell’auto nel centro urbano. Dopo di lui, i suoi successori hanno continuato a sostenere il processo di cambiamento. Il grande merito di Peñalosa è stato quello di restituire la città alle persone e ancora oggi si vedono i risultati.
Una città, quindi, sempre in fermento, dove i cittadini non smettono di chiedere spazi pubblici per le persone. Basti pensare alla richiesta dell’organizzazione Mejor en Bici che ha chiesto e ottenuto dall’amministrazione locale l’estensione della giornata senz’auto per tutta la settimana, dal 6 al 13 febbraio. Tantissime le adesioni, soprattutto di aziende, che hanno appoggiato e sostenuto l’iniziativa, incoraggiando i loro dipendenti a usare la bicicletta negli spostamenti casa-lavoro. Tutto questo è il risultato della forza propulsiva di un’amministrazione attenta e sensibile e di un popolo che vuole migliorare la qualità della vita cittadina. Se Copenaghen, Berlino, Amsterdam, sono tra le città più bike friendly d’Europa, certamente Bogotà rappresenta un punto di riferimento per tutto il Sudamerica. Un modello di città che faremmo bene ad imitare.

Ph. Quiltro

Fonte: bicizen.it



Redazione

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