Il Bombice Dispari, il bruco che spaventa la Sardegna

Lo chiamano Bombice Dispari e il suo nome non promette nulla di buono. Ne sanno qualcosa gli amici sardi che stanno iniziando a conoscerlo.

Bombice_bioecogeo

A nord della Regione, sugherete e roverelle sono infestate dalla lymantria dispar (altro nome del bombice, ndr.), un lepidottero voracissimo, diffuso  in America Settentrionale, Eurasia e Nordafrica, che causa la perdita di circa un terzo della produzione di sughero e distrugge anche le nervature delle foglie. A lanciare l’allerta è direttamente la Coldiretti: “Dopo alcuni anni relativamente tranquilli, il fenomeno della diffusione della lymantria dispar è tornato a preoccupare gli agricoltori del nord Sardegna”, segnala il presidente sardo, Battista Cualbu.

Sulla battaglia contro il bruco defoliante si è espresso anche il direttore di Coldiretti Sassari e Gallura, Ermanno Mazzetti: “Esistono diversi modi per debellare questa specie, da un costante monitoraggio delle aree più a rischio all’utilizzo di un parassita antagonista, come il bacillus thuringiensis”.

L’imperativo è d’obbligo: se non s’interviene subito, il rischio è quello di perdere centinaia di piante secolari.

“Nonostante la nota carenza di fondi sul capitolo prevenzione – spiega Mazzetti – è  importante che si metta a punto una strategia e una programmazione a lungo termine per salvaguardare le sugherete e le roverete sarde”.

La Lymantria Dispar però non ha attaccato solo la Sardegna. L’allarme “bombice” era già stato lanciato dalla comunità di Rio nell’Elba. Lo scorso 16 maggio, infatti, dopo l’interessamento del  Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, la Provincia di Livorno, il Corpo Forestale dello Stato e l’Istituto Fitosanitario della Regione Toscana,  l’ Unione di Comuni Colline Metallifere grazie all’ausilio del suo personale qualificato ha dato il via ad un’azione di disinfestazione della zona. Il trattamento fitosanitario è stato eseguito con l’utilizzo di fitofarmaci proprio come il “DIPEL” a base di Bacillus thuringiensis.

Pro e contro: sebbene questo tipo di trattamento dia ottimi risultati, la sua efficacia è limitata. Il principio attivo del DIPEL, infatti, agisce solo nei primi stadi di sviluppo delle larve della lymantria.  Proprio per la sua capacità di resistenza ai pesticidi il bombice dispari è stato inserito nell’elenco delle 100 specie invasive più dannose al mondo.

Come ha affermato Cualbu,  “in questi giorni sono arrivate negli uffici provinciali della Coldiretti diverse segnalazioni sulla presenza della lymantria”.  Si invoca quindi da più parti una strategia di prevenzione in quanto quella del  “Bombice Dispari” non è un allarme da sottovalutare.



Roberto Malfatti

Roberto Malfatti, sociologo, appassionato di fotografia, rockettaro quanto basta. Da sempre combattente e studioso delle tematiche ambientali. Tra i fondatori della rete Napoli Est Brucia che rivendica il risanamento del territorio di Napoli Est dall'inquinamento selvaggio delle raffinerie.


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

quattordici + 5 =