Trivelle: brutte notizie per il Parco di Kgalagadi in Botswana

BioEcoGeo_Kgalagadi Transfrontier Park MapLo Stato del Botswana autorizza il fracking all’interno del Parco di Kgalagadi, mettendo a rischio centinaia di specie animali e di vegetazione. Il Paese ha, infatti, venduto i diritti di trivellazione per estrazione di gas naturale da fonti non convenzionali in una delle aree più importanti dell’Africa dal punto di vista naturalistico.
Il fracking è una tecnica utilizzata per estrarre gas naturale e petrolio dalle rocce presenti nel sottosuolo, utilizzando un getto ad alta pressione di acqua mista a sabbia e altri prodotti chimici per provocare l’emersione in superficie del gas. Sono ancora in larga parte sconosciuti, o quantomeno non divulgati, gli effetti che questa tecnica estrattiva provoca sull’ambiente e sulla fauna selvatica. Ed è così che nel bel mezzo del parco transfrontaliero, che abbraccia ben tre Nazioni (Namibia, Sudafrica e Botswana), tra leoni, antilopi e ghepardi, sorgeranno delle alte torri di trivellazioni che andranno ad insistere su più della metà dell’aera, oltre 36mila chilometri quadrati di deserto e savana, popolati da un’incredibile biodiversità, tra cui il leone del Kalahari dalla criniera nera (Panthera leo verneyi), il falco pigmeo (Polihierax semitorquatus) e l’orice (Oryx gazella).

KgalagadiI diritti sono stati venduti già nel 2014, ma la notizia è stata appresa soltanto adesso grazie ad una denuncia del quotidiano britannico “The Guardian”, ad una società petrolifera, la Karoo Energy, che all’epoca della trattativa si chiamava Nodding Donkey, quotata anche alla borsa di Londra. Ad essere tenuti all’oscuro, oltre che la stampa, sono stati i funzionari del parco e gli attivisti ambientalisti, e questo è molto più grave se si pensa alla preoccupazione generale rispetto alle ripercussioni ambientali che il fracking può provocare sulla fauna selvatica e sulle risorse idriche del parco.
La decisione dello Stato Del Botswana di concedere la licenza di perforazione dei suoli del parco potrà portare conseguenze negative anche nel settore del turismo, secondo solo a quello dell’estrazione di diamanti, in quando a tasso di occupazione. Infine, non è da sottovalutare l’impatto sull’agricoltura e sulle comunità rurali: manca, infatti, uno studio degli effetti a lungo termine sulla sostenibilità ambientale delle attività di fracking e sul tasso di povertà del Paese. A seguito dell’inchiesta del “The Guardian” sono state chiesti dei chiarimenti al Governo della Botswana e alla Karoo Energy, da cui non sono ancora pervenute risposte.



Stefania Divertito

Stefania Divertito, è giornalista d’inchiesta, specializzata in tematiche ambientali. Numerose le sue inchieste anche su argomenti delicati. Per citarne alcune: Uranio, il nemico invisibile; Amianto, storia di un serial killer; Toghe verdi, storie di avvocati e battaglie civili. Il suo ultimo lavoro è anche la sua sfida: un romanzo thriller con sullo sfondo il tema dello smaltimento illegale di amianto. Ha vinto il Premio Pasolini nel 2013 ed è stata cronista dell’anno nel 2004.


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