Brescia: la mappa del biossido di azoto mostra un pericolo concreto per la salute

La mappatura dell’inquinamento da NO2, realizzata direttamente da 300 bresciani, ha rilevato in un mese concentrazioni nocive nel 99% dei punti campionati. Su base annuale c’è anche il 10% di casi di sforamento dei limiti di legge.

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L’inquinamento da biossido di azoto (NO2) nell’aria di Brescia e dintorni sta danneggiando la salute delle persone, soprattutto le più deboli come anziani, bambini e persone già affette da patologie all’apparato respiratorio.
Lo mostrano i risultati del progetto di scienza partecipata “NO2, No grazie. Stop ai diesel in città” resi pubblici stamattina in conferenza stampa da Cittadini per l’aria e tavolo provinciale Basta Veleni.

Il progetto è stato lanciato da Cittadini per l’aria che lo scorso anno aveva chiesto ai milanesi di attivarsi per misurare i livelli di inquinamento da Biossido di azoto (NO2, pericoloso gas prodotto per lo più dai motori Diesel). La campagna ha ricevuto talmente tanti consensi che quest’anno l’associazione ha deciso di alzare il tiro coinvolgendo anche altre città che si erano candidate. A collaborare per Brescia è stata Basta Veleni, l’associazione locale da sempre impegnata nella richiesta di un’aria più pulita.

I RISCHI PER LA SALUTE
Nella quasi totalità dei casi, i 300 rilevatori installati dai partecipanti all’iniziativa hanno evidenziato concentrazioni di biossido di azoto superiori ai 20 µg/m³ (microgrammi per metro cubo). È questa, infatti, la soglia oltre la quale l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) rileva pesanti conseguenze per la salute: da irritazioni delle mucose, asma e bronchiti, fino a edemi polmonari ed enfisemi. La letteratura scientifica menziona inoltre, in collegamento all’esposizione al biossido di azoto, effetti nocivi sul feto, come riduzione di peso alla nascita, impatti sullo sviluppo polmonare dei bambini, e danni al sistema cognitivo dei più piccoli e degli anziani.

In particolare, a Brescia le concentrazioni superiori alla soglia dei 20 µg/m³ sono state il 99% su base mensile, stimate in 95% su base annuale. È essenziale ricordare che l’esposizione al biossido di azoto produce effetti nocivi anche nel breve periodo causando incrementi nei ricoveri, particolarmente a carico dei bambini.

 

CONCENTRAZIONI FUORILEGGE
Per quanto riguarda il rispetto delle normative, la stima è di un campionatore fuorilegge su dieci. Il limite oltre il quale la concentrazione di biossido di azoto viola le normative è di 40µg/m³ e i superamenti vanno considerati su base annuale. Nel mese della rilevazione, invece, sono stati quattro su dieci i campionatori che hanno mostrato livelli di biossido di azoto sopra la soglia.

Quello di Brescia non è un caso eccezionale, ma è sintomatico dei motivi per cui l’Italia, proprio in queste settimane, rischia di essere deferita alla Corte di giustizia dell’Unione europea per violazione delle norme comunitarie contro lo smog. La decisione della Commissione Ue è attesa per mercoledì 17 maggio.

 

Guarda la mappa dei risultati di Brescia

 

CAUSE ED EFFETTI
Origine principale degli ossidi di azoto (tra cui NO2) nell’aria cittadina sono i motori diesel: anche quelli di ultima generazione, gli Euro 6, messi su strada violano i limiti Ue alle emissioni in nove casi su dieci. Producono ossidi di azoto in quantità fortemente superiori, dal doppio fino a 13 volte più del previsto.

NO2, NO GRAZIE
A Brescia e dintorni sono stati 292, i cittadini e associazioni che hanno preso parte al progetto di scienza partecipata “NO2, No grazie. Stop ai diesel in città”. Hanno installato i campionatori davanti alle proprie abitazioni o luoghi di lavoro, nelle vicinanze delle scuole o dei parchi gioco frequentati dai propri figli. Il territorio mappato è stato ampio, pertanto i risultati variano in misura significativa tra punti di campionamento diversi e diversamente esposti al traffico veicolare. Se ci focalizziamo sulle zone più vicine al centro città, possiamo notare che i punti “fuorilegge” aumentano decisamente.

«Le violazioni si verificano prevalentemente in corrispondenza a punti di intenso traffico: segno che è necessario rivedere al più presto la politica riguardante le limitazioni ai veicoli diesel, a livello delle aree urbane e nel nuovo piano regionale per la qualità dell’aria. Un piano che i cittadini lombardi attendono ormai da troppo tempo» afferma Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’aria.

«Cittadini per l’aria richiama le proposte contenute nel Manifesto sull’aria in Lombardia predisposto poco più di un mese fa, in occasione delle elezioni regionali. Le soluzioni ci sono e devono essere supportate al più presto dal Sindaco di Brescia e dal Governo  regionale, per proteggere i cittadini. Zone a basse emissioni nelle aree urbane, applicabili anche ai mezzi da cantiere, con divieti per i diesel più inquinanti nelle aree critiche: non più solo a livello stagionale ma su base annuale. E poi più trasporto pubblico, supporto dell’intermodalità, ciclabilità e incremento del verde, che ha un effetto benefico sulla qualità dell’aria».



Redazione

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